Cocaina: carabinieri in borghese di fronte alle scuole medie
Si abbassa sempre di più la soglia d’età dei consumatori della polvere bianca. Arrestati tre spacciatori: portavano la droga a casa dei consumatori o nei locali pubblici
Troppa cocaina nelle strade, col rischio che poi finisca in tasca a ragazzi troppo giovani. Giovanissimi, anzi: l’allarme arriva dai carabinieri che annunciano l’impiego a breve di personale non solo fuori dai cancelli dell’università, né unicamente all’uscita delle superiori, ma addirittura alle scuole medie. Il motivo è presto spiegato: l’uso della cocaina si è moltiplicato a causa dell’invasione del mercato europeo di polvere bianca proveniente dall’America Latina, con conseguente abbassamento dei prezzi. Pattuglie in divisa per scoraggiare gli spacciatori, insomma, ma anche in borghese, per coglierli sul fatto.
Un allarme giustificato, come hanno confermato lo stesso Capitano Fabrizio Mantegazza, comandante della Compagnia di Varese che ha presentato il risultato di un’attività che proprio in questi giorni ha portato allo scoperto un traffico di 200 grammi di cocaina per un valore di svariate decine di migliaia di euro. In manette sono finite tre persone, tutte di Varese: A.A., classe 1962, L.B. di un anno più giovane e A.S. l’unica donna del gruppo, di 36 anni. Il trio, arrestato ieri, 16 gennaio, per detenzione ai fini di spaccio di droga è finito ai Miogni in seguito ad una capillare indagine dei militari che ha portato allo scoperto una rete di consumatori.
Gente tra i 18 e i 40 anni – nessun minore, per fortuna – ma che lascia emergere la tipologia “trasversale” dei consumatori di cocaina: non più solo professionisti facoltosi, ma anche impiegati, studenti e operai, proprio come i tre finiti in manette.
Due di essi erano pregiudicati; alla giovane, incensurata, spettava invece il compito di trasportare la droga, a volte anche nascosta in indumenti intimi, dai “grossisti” alle basi di spaccio e da queste ultime ai consumatori finali; in tutto 36 persone, come s’è detto di diversa estrazione sociale. Oltre a queste, altre cinque persone sono state denunciate a piede libero.
Circa le modalità di indagine, i militari si sono serviti di appostamenti e intercettazioni telefoniche. Tutto è partito fermendo tre persone, nell’aprile scorso, che possedevano un certo quantitativo di cocaina. Sorvegliando i soggetti, i carabinieri sono riusciti a scoprire il riro di spaccio. Il gruppo riusciva a mettere sul mercato 30-40 grammi di coca la settimana.
Gli inquirenti hanno infine fatto sapere che il prossimo tassello dell’indagine è rivolto a smascherare il livello superiore dove cioè i "pesci piccoli" arrestati ieri si rifornivano.
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