«Così il nostro lavoro finirà»

Il punto di vista dei benzinai di Varese sullo sciopero di 48 ore

A favore o no delle liberalizzazioni, i benzinai di Varese sono d’accordo su un punto: lo scioperò si farà e loro aderiranno. A meno di ventiquattro ore dalla segnalazione dell’Antistrust per trovare una soluzione per tagliare i costi del carburante, abbiamo interpellato alcuni benzinai varesini per sentire la loro opinione.
Pareri non sempre simili sul progetto di liberalizzare la distribuzione, ma l’ipotesi di collocare i distributori nei supermarket lascia tutti perplessi.
Aldo Tacconi (nella foto, a sinistra) gestisce l’impianto Agip di via Gasparotto da 33 anni. Si dice a favore di un processo di progressiva liberalizzazione, ma «solo in un sistema razionale. È giusto adeguarci all’Unione Europea, ma questo non deve danneggiare la nostra attività. Chiaramente non sono favorevole a tutte le proposte: senza un controllo il nostro lavoro finirà. Insomma, se si sciopera, io aderisco altrimenti andremo a lavorare nei supermercati». 
Della stessa idea Daniele Isella, molto più giovane del collega, ma con le stesse preoccupazioni. Da otto anni Daniele gestisce il distributore Esso di viale Europa. «Entro certi limiti le liberalizzazioni sono giuste, ad esempio per quanto riguarda la regolazione degli orari di apertura. Ma senza controlli, se tutto passa in mano alla grande distribuzione, i danni potranno toccare non solo i gestori, ma anche i consumatori». Entrambi infatti sottolineano il problema della qualità del servizio. «Gli impianti nei supermercati – continua Daniele – non potranno certo garantire un servizio come il nostro. È vero, all’inizio i consumatori saranno contenti per il risparmio, ma è inevitabile che prima o poi si rendano conto della mancanza di qualità. Inoltre il risparmio potrebbe essere momentaneo: se poi si crea un monopolio della grande distribuzione, i prezzi aumenteranno di nuovo». Punta l’attenzione anche sul problema della sicurezza Aldo Tacconi. «Un distributore ha bisogno di spazio e ci sono mote normative da seguire. Credo che a Varese ci sia al massimo un ipermercato con lo spazio adeguato».

Meno propenso ad accettare il discorso liberalizzazioni è invece Michele Girardello che da un anno gestisce il distributore Ip di viale Europa. «Aderiremo sicuramente allo stop di 48 ore perché questa manovra non si può fare. Toglierebbe lavoro agli impianti: è vero, i nostri prezzi sono alti, ma sono imposti dalle compagnie, noi non possiamo farci niente. Se lo Stato abbassa i prezzi per i supermercati, allora è giusto che lo faccia anche per noi. Forse i consumatori non saranno d’accordo, ma se facciamo quattro o cinque giorni di sciopero tirato capiranno anche i nostri motivi».

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Pubblicato il 19 Gennaio 2007
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