«L’insensatezza del delitto di Raskolnikov è la stessa dell’uomo di oggi»

Per Glauco Mauri, regista e interprete di "Delitto e castigo", Dostoevskij e i classici hanno molto da dirci sull'età contemporanea

Ha curato l’adattamento teatrale dal romanzo, diretto la regia, interpretato uno dei tre protagonisti. Il tutto per un’opera difficile e profonda come "Delitto e castigo" di Dostoevskij. E’ un’impresa di straordinario impegno e responsabilità quella di Glauco Mauri, che martedì sera ha portato in scena il suo spettacolo all’Apollonio, in replica stasera e giovedì, con la Compagnia che lui stesso ha fondato con Roberto Sturno (l’attore che impersona Raskolnikov).

Che cosa significa portare in scena un personaggio psicologicamente così complesso come Raskolnikov?

Raskolnikov è uno dei personaggi più complessi della letteratura. Non è la storia di un uomo, è la storia dell’Uomo. Quando ho deciso di portare in scena "Delitto e castigo" – ci avevo già provato anni fa, ma avevo abbandonato il progetto – mi sono posto dei traguardi ben precisi: in scena ho voluto solo Raskolnikov, il giudice Porfirij, Sonja. Ho scelto questi personaggi volendo rappresentare il mondo umano, rileggendo il testo con la sensibilità dell’uomo d’oggi ed evidenziandone i temi più importanti, tra cui quello della comprensione: Dostoevskij non giudica, cerca di comprendere le motivazioni profonde che stanno dietro ad ogni atto. Sonja e Porfirij hanno due ruoli diversi nella conversione di Raskolnikov: Sonja lo guida in un percorso di amore e di fede religiosa, Porfirij in un processo simile, ma laico.

Ogni volta che di un romanzo viene fatto un adattamento teatrale, qualcosa va perso, ma spesso qualcosa si aggiunge al testo. Qual è il valore aggiunto di "Delitto e castigo" a teatro?

Un interprete scova nell’autore ricchezze che spesso sfuggono, e che a volte l’autore stesso ha messo inconsapevolmente nella sua opera. Ciò che ha un presa enorme sul pubblico, forse la sua qualità migliore, è la sintesi dello spettacolo teatrale, nato da un romanzo in origine pubblicato a puntate: è come una cellula che cerca di riassumere in sé tutte le funzioni del corpo umano. Ho inoltre preso elementi dalle Lettere di Dostoevskij, dai Fratelli Karamazov, dall’Idiota, per dare una visione completa dei temi del grande scrittore russo.

Nelle note di regia lei scrive: «L’insensatezza del delitto di Raskolnikov è la stessa dell’uomo di oggi». Che cosa intende esattamente?

Oggi basta guardarsi intorno per accorgersene. Dostoevskij scrive che «l’uomo deve comprendere l’uomo», Raskolnikov, in una battuta che in realtà ho tratto dall’Idiota, rifiuta di consegnarsi ad una giustizia piena di delitti legalizzati, e perciò insensata – pensando all’attualità mi viene in mente l’esecuzione di Saddam Hussein: una persona spregevole, ma rimane la mia condanna alla pena di morte. A volte, è la stessa società che spinge l’uomo a commettere il delitto. Il fulcro di tutto sta nella comprensione.

Nel 1981 ha fondato la Compagnia Glauco Mauri – Roberto Sturno «per garantire la libertà degli intenti artistici»: lei ritiene che oggi questi siano a rischio?

Ho fondato la Compagnia a 51 anni, oggi ne ho 76: se non avessi abbandonato le mie sicurezze oggi forse potrei essere a lavorare in uno dei Teatri Stabili. La nostra grande forza è questa: noi crediamo che l’impegno di un uomo di teatro non debba essere solo artistico, estetico, ma anche civile e sociale. Bertold Brecht disse:
«Ogni arte contribuisce alla cosa più grande di tutti: l’arte del vivere».

Il cuore del vostro repertorio sono le opere classiche (da Sofocle a Shakespeare): qual è il messaggio più importante che il teatro classico ha da comunicare all’uomo contemporaneo?

Io cerco di leggere i classici con l’occhio dell’uomo d’oggi, in essi trovo sempre nuove fonti. E’ come scavare in una famosa miniera di diamanti, dove forse c’è ancora qualche pietra che non è stata scoperta. E’ anche la gioia dello scoprire che forse i problemi dell’uomo vissuto nel 400 avanti Cristo erano gli stessi dell’uomo contemporaneo.

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Pubblicato il 17 Gennaio 2007
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