La “guerra dei mortai” tra campanilismo e notizie

Il direttore Marco Giovannelli risponde al sindaco di Azzio e ad un gruppo di cittadini sull'articolo pubblicato lo scorso 11 gennaio

Pubblichiamo di seguito le lettere arrivate in redazione in merito all’articolo dello scorso 11 gennaio "Corsa agli armamenti in Valcuvia, Orino e Azzio "rispolverano" i mortai" e la risposta del direttore di Varesenews Marco Giovannelli.

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Egr. sig. Direttore,
ho letto con grande disagio, condiviso anche da molti miei concittadini, l’articolo che il Suo collaboratore sig. Andrea Camurani ha divulgato su “Varese News” l’11 gennaio us..
Ho atteso alcuni giorni  prima di potermi rivolgere a Lei in modo sereno e non astioso.
Devo dire che ho apprezzato la fervida fantasia che il sig. Camurani ha usato per stendere un “pezzo” di colore e sapore paesano.
Non ho, però, apprezzato la totale mancanza di verità e aderenza alla realtà locale.

Vediamo le cose con ordine:

1) Non è stato preso in esame il contesto in cui si sono svolte le cerimonie.
Deve sapere che i comuni di Azzio e di Orino da moltissimo tempo organizzano la cerimonia per la celebrazione del IV Novembre, Festa delle nostre Forze Armate e dell’unità nazionale, ad anni alterni presso i propri monumenti dedicati ai caduti alla presenza delle scolaresche della scuola primaria che unisce gli alunni dei due comuni.
I bambini rendono più solenne la cerimonia, iniziata con la celebrazione della S. Messa, con l’interpretazione di canti e di poesie dedicate al ricordo di quegli eventi tragici.
La benedizione del Parroco, le sue preghiere a suffragio dei caduti, la presenza delle Associazioni Carabinieri e Alpini in congedo e di molti cittadini suggellano gli intendimenti non “guerrafondai” delle due popolazioni e quanto meno delle Amministrazioni che le governano.

2) Il Gruppo Alpini di “Orino Azzio” ha voluto arredare ulteriormente i monumenti con un’arma a “ricordo e monito” e non già le Amministrazioni tese al solo scopo di guerreggiare anche se soltanto con dei simboli militari.
I due comuni, indipendentemente, si sono fatti carico di reperire il materiale in forma gratuita presso i depositi del Ministero della Difesa, il quale, in via eccezionale, dona il materiale, che altrimenti vende a favore del “Tesoro”, quindi del bilancio Nazionale.

3) Perché prima Orino e poi Azzio?

Perché il IV Novembre 2005 era di “turno” il Comune di Orino ed era pronto e ristrutturato uno dei due pezzi di artiglieria, smilitarizzato e ridotto a monumento.
L’anno seguente è stato il turno di Azzio, che non avendo spazio nell’area del proprio monumento, su richiesta degli Alpini, ha dato a disposizione un’area ove collocare tale materiale inserito in un nuovo piccolo monumento eretto a ricordo di tutti i caduti ed in particolare degli Alpini compresi quelli deceduti in tempo di pace in patria o in terra straniera.
Come vede quindi nessun antagonismo né voglia di fomentare antiche discordie fra le due popolazioni, basate, fra l’altro, su futili motivi campanilistici ormai superati e dimenticati.
Sorvolo sul fatto che io sia un ufficiale dell’Esercito Italiano ora in riserva, ciò non incide per nulla sulla condotta della Pubblica Amministrazione.
I due comuni sono, invece, impegnati a collaborare per vincere assieme ben altre “guerre” al fine di migliorare e rendere sempre più possibile la vita ai cittadini offrendo loro sempre maggiori e puntuali servizi.
Sono uniti da un’unica scuola, da un unico parroco, collaborano in Comunità Montana nell’adesione ai servizi associati sempre più indispensabile alle nostre piccole realtà.
Vede Direttore, come amministratore e cittadino avrei preferito che il “faceto” del sig. Camurani si fosse limitato a poche righe e che la pagina fosse stata dedicata al “serio” con obiettivi riscontri alla realtà del nostro territorio che ha sempre più bisogno di verità.

La ringrazio per la Sua cortese attenzione e spero che queste righe possano essere “lanciate” sul suo Giornale.

IL SINDACO PIERINO ROLANDI

P.S. La bomba a mano è realmente scoppiata, così come testimoniano i presenti al fatto.

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Egr. Direttore,
facciamo notare che l’articolo del 10/01/2007 dal titolo

Corsa agli armamenti in Valcuvia, Orino Azzio “rispolverano” i mortai – a firma del Sig. Andrea Camurani, è costruito su molte inesattezze, soprattutto  amareggia, la strumentalizzazione da parte del cronista, che fa di un’iniziativa peraltro condivisa dalle due comunità, di posizionare cioè i due mortai presso  i rispettivi monumenti ai caduti, oggetto di rivalità, rispolverando antichi rancori che esistevano nel passato fra i due Comuni. Senza voler fare polemica sterile, la informiamo che se i mortai sono arrivati ad Azzio e Orino (ordine alfabetico) è stato per interessamento del Sindaco di Azzio, Generale Pierino Rolandi, consigliere del  Gruppo Alpini dei due Comuni, e se ad Orino è stato sistemato il primo mortaio nel 2005 e lo scorso 2006 ad Azzio, è solo per una questione di priorità, e non per emulazione, come viene insinuato in maniera subdola dal Sig. Camurani, evidentemente non informato di come il Gruppo Alpini si orienta nell’organizzazione della ricorrenza del 4 novembre. 
 In quanto alla frase : Pierino Rolandi, meglio noto in Valvcuvia come “Il generale”,  facciamo notare che il Sig. Rolandi è Generale a tutti gli effetti, non tra virgolette come ironicamente è scritto.
Vedere poi l’astuzia nella collocazione del mortaio ad Azzio, puntato verso quello “ingenuamente” piazzato ad Orino, è pura fantascienza, dettata solo dalla malafede.
Ci viene da pensare che forse l’autore dell’articolo abbia bisogno di un buon paio di occhiali.
Concludendo, vorremmo semplicemente dire al Sig. Camurani, che fomentare gli animi con notizie tendenziose non giova a nessuno, non c’è nessuna corsa agli armamenti. Consigliamo al “giornalista” di usare meglio l’arma dello scrivere e non per rivangare vecchie rivalità dei tempi passati che portano al niente. Caro Direttore, siamo agli inizi del terzo millennio: non è ora che le chiacchiere da lavatoio siano superate?
Ringraziamo per l’attenzione e porgiamo cordiali saluti.

Per un gruppo di cittadini di Azzio.
M.Gabriella Bruni Piotto

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I campanilismi sono uno degli ingredienti della vita in provincia. Non sono solo un aspetto negativo, anzi a volte sono un importante indicatore del senso di appartenenza alla comunità.
Allora le risposte del Sindaco di Azzio e di alcuni cittadini ci fanno piacere. Sono la conferma che la storia dei paesi ha ancora una sua vitalità.
Colpisce però il tono delle lettere. L’articolo del nostro Andrea Camurani, che non va nascosto essere abitante di Orino, era ironico. Aveva raccontato una storia carina, interessante. Non aveva nessuna pretesa di ricostruzione storica, ma metteva in evidenza i rapporti tra i due paesi della Valcuvia.
Dovrebbe far piacere agli abitanti di Azzio e di Orino, che i loro paesi possono far parlare di loro anche in termini di piccole curiosità.
Il nostro giornale sarà comunque felice di ospitare qualsiasi intervento o riflessione su questo come altri temi.
Il direttore Marco Giovannelli

                                              

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Pubblicato il 23 Gennaio 2007
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