Mercatini, dopo le polemiche nasce il regolamento
Confesercenti soddisfatta per la proposta comunale. «Ora bisogna puntare sulla qualità»
Forse, tutto il bailamme dei giorni scorsi intorno al mercatino dei sapori e al suo spostamento, un risultato l’ha raggiunto: quello di far emergere esplicitamente che il mercato bosino e quello dei sapori, cioè quelli che per tutti erano dei mercatini “dedicati” (uno al brocantage e all’antiquariato e l’altro ai prodotti alimentari locali) lo erano solo a voce, secondo accordi tra gentiluomini, senza un vero e proprio regolamento interno che definisse chi rientrava in questo tipo di parametri.
Un’informazione importante, anche per gli utenti: e una valida spiegazione al loro degenerare, senza che nessuno potesse porvi mano. «Ma l’ha vista, l’ultima edizione di dicembre?» chiede alla cronista il rappresentante dei commercianti del centro, Alfredo Corvi «Se non l’ha vista gliela racconto io: megafoni, imbonitori, pentole. Una gran confusione, e niente a che vedere con i piccoli produttori locali e gli alimenti biologici o di qualità».
Una questione cardine invece, e una mancanza importante: soprattutto per chi aveva preso l’abitudine di acquistare questi prodotti di nicchia attendendo la domenica dei mercatini.
E anche il punto da risolvere, su cui alla fine sembra si siano trovati d’accordo tutti i protagonisti della vicenda: ok allo spostamento in piazza Repubblica, purchè accompagnato da un preciso regolamento che riguardi la tipologia degli espositori e il modo di esporre.
Roba da domandarsi come mai non fosse già così. Ma che Confesercenti, per bocca del direttore Lucchina, ricorda invece essere «Un risultato ottenuto da noi e dall’associazione Commercianti del Centro». Non era scontato infatti, ed è stato necessario per loro sollevare il problema, per poterne vedere la soluzione: e ora, ad un regolamento per i mercatini (non solo quello dei sapori, ma anche quello bosino «ugualmente degenerato» secondo i rappresentanti di Confesercenti) cominceranno a lavorare comune e associazioni.
Per Confesercenti, i primi a parlare sulla questione, la parola d’ordine ora è una sola: «bisogna puntare sulla qualità».
Perciò la loro speranza è che «Tornino al più presto i produttori locali, le proposte di qualità, gli oggetti di antiquariato che hanno più di 50 anni». Anche in piazza della Repubblica. Purchè tornino i mercatini così com’erano nati, e non il caravanserraglio che erano diventati.
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