L’ospedale, «Presto interverremo sull’area rifiuti»

Continua la polemica innescata dal delegato della comunità montana Piero Rossi sull'area rifiuti dell'ospedale. L'eternit è stato rimosso ma esistono ancora carenze

Più di un anno dopo la prima segnalazione, fatta tramite la rubrica dedicata all’ospedale e firmata da Piero Rossi sul Corriere del Verbano, la situazione del deposito rifiuti del Confalonieri è ancora quella del novembre 2005. Dopo la scoperta fatta dall’osservatore della comunità montana Valli del Luinese di un deposito di eternit, materiale bandito e contenente amianto, Rossi torna sulla vicenda sottolineando che le lastre di eternit sono sparite all’improvviso dopo l’articolo pubblicato su Varesenews nei giorni scorsi. «Mi chiedo chi le abbia portate via – sostiene Rossi – e soprattutto come visto che si tratta di materiale tossico e che deve essere prelevato e smaltito seguendo determinate procedure». La risposta arriva prontamente dalla direzione sanitaria dell’ospedale che tramite la dottoressa Roberta Tagliasacchi risponde così:«Nei giorni scorsi, in seguito alla segnalazione, l’ufficio tecnico ha incaricato una ditta specializzata nel trattamento di eternit per la rimozione in sicurezza del materiale depositato nell’area rifiuti».

Il delegato della comunità montana sostiene, però, che continuano ad esserci irregolarità in quel deposito:«Prima di tutto il cancello è sempre aperto e si può entrare e uscire a piacimento – spiega Rossi – poi è incredibile che a un anno dalla prima segnalazione nessuno si sia mosso per verificare come mai un deposito di rifiuti si trovi a pochi passi da un pozzo di captazione dell’acqua potabile del Comune di Luino». Sotto l’ospedale, infatti, vi è una falda acquifera sfruttata dall’amministrazione per rifornire di acqua la zona. Poco lontano il deposito rifiuti dell’ospedale con rifiuti che vanno dalla plastica a quelli definiti "pericolosi". La paura è che vi possa essere del percolato che vada ad inquinare la falda sottostante permeando nel terreno. La dottoressa Tagliasacchi, comunque, risponde anche a questo quesito:«Sono stati stanziati dei fondi per mettere a norma di legge il deposito – ha detto la responsabile – che attualmente non è fuorilegge. Ci sono delle carenze, è vero, ma con il prossimo intervento si provvederà ad eliminarle».

Ma per Rossi la faccenda non è affatto conclusa: «Ci sono in questo caso gravi responsabilità della direzione medica locale, non legata al nostro territorio, che non segue con la dovuta attenzione e solerzia questa e altre gravi situazioni più volte evidenziate nel complesso ospedaliero spero proprio che il direttore Pampari ne tragga le dovute conclusioni . – prosegue Rossi -La dirigenza dell’ospedale è a conoscenza di questa situazione ma nessuno fa nulla come nel caso della cisterna della caldaia annerita dagli anni e dall’usura, vicina al pozzo di captazione dell’ospedale».

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Pubblicato il 26 Gennaio 2007
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