Ricordare la Shoa con i ragazzi di terza media
Venerdì 26 gennaio sarà donato ai ragazzi una copia del libro ”Chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti” di Maria Pia Bernicchia, in memoria dei bambini utilizzati dai nazisti come cavie per esperimenti
L’Amministrazione Comunale, su proposta del vice Sindaco dott. Gianluigi Margutti, in collaborazione con l’Associazione Italia – Israele, celebra il Giorno della Memoria 2007 coinvolgendo gli alunni delle classi III della scuola media “G. Galilei”. Nello specifico tutti i ragazzi saranno omaggiati con una copia della pubblicazione di Maria Pia Bernicchia ”Chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti” e, al contempo, si realizzerà all’interno del cortile del plesso scolastico di via Trento e Trieste un piccolo roseto a ricordo della storia narrata nel libro.
Per ragioni tecniche organizzative, sebbene il Giorno della Memoria ricorra il 27 gennaio, la cerimonia è prevista per le ore 11 di venerdì 26 gennaio presso l’aula magna della scuola media “G. Galilei”. Ai ragazzi verrà presentato il libro e si procederà alla piantumazione del piccolo roseto nel giardino della scuola.
Il libro “Chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti”
L’uomo nero si vestirà di infame cattiveria: il dottor Mengele, l’angelo della morte, una fredda mattina di novembre del 1944 si presentò nella baracca 11 di Auschwitz-Birkenau e disse: “Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti…" Selezionò così 20 bambini tra i 6 e i 12 anni che vennero trasferiti vicino Amburgo per essere utilizzati da alcuni suoi colleghi come cavie per degli esperimenti. I 20 bambini provenivano un po’ da tutta l’Europa. Uno di loro, la cui foto campeggia sulla copertina del libro, era italiano. Il 20 aprile 1945 nella scuola amburghese di Bullenhuser Damm questi bambini vennero uccisi. Si stavano avvicinando le truppe Alleate: non dovevano restare prove degli scellerati esperimenti condotti.
Questo libro narra la storia delle loro giovani vite e della tragica catena di vicende che hanno vissuto: l’arresto, la detenzione nel campo di Auschwitz-Birkenau, la separazione dai genitori, gli esperimenti medici e, il terribile epilogo.
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