Troppe celebrazioni fanno male alla verità

Conclusi i festeggiamenti di fine anno, possiamo affrontare il 2007… con lo sguardo rivolto al passato. L’edizione digitale del quotidiano francese «Libération» [http://www.liberation.fr/], in collaborazione con il sito Herodote.net [http://www.herodote.net/], dedicato alla storia universale, propone il calendario degli anniversari «tragici o felici» da celebrarsi in Francia e nel mondo nel corso dell’anno appena iniziato.
La «commemorazionite», forma patologica delle nostre società di cui proprio qualche giornale francese aveva iniziato a parlare un paio d’anni fa, si manifesta attraverso la moltiplicazione di anniversari e giorni da ricordare. Da quando abbiamo iniziato ad affrontare i buchi neri della nostra memoria collettiva; da quando abbiamo pensato di riparare a lunghi e ingiustificati silenzi storiografici; da quando abbiamo avuto la paura di precipitare in una sorta di alzheimer sociale; espiazioni pubbliche, giorni della memoria e del ricordo, anniversari e celebrazioni si sono straordinariamente moltiplicati.
E allora, prepariamoci! Iniziamo ad appuntare sul nostro calendario pubblico il 27 febbraio (cinquant’anni fa Mao Zedong avviava la campagna dei «Cento fiori») oppure il 2 marzo (per i duecento anni dell’abolizione inglese della tratta degli schiavi); il 25 marzo (per il mezzo secolo dal Trattato di Roma) o il 25 aprile (500 anni fa il cartografo Waldseemüller battezzava con il nome “America” ciò che si chiamava sino ad allora “Nuovo Mondo”); il 5 giugno (nel 1947 fu lanciato il piano Marshall) o il 4 luglio (per il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi); il 2 novembre (nel 1917 la dichiarazione di Balfour riconosceva agli ebrei il diritto ad avere uno spazio nazionale in Palestina) o il 6 novembre (nello stesso 1917 prendeva il via la rivoluzione russa).
Insomma, potremmo continuare così per tutti i 365 giorni che ci separano dal 2008. Ma non rischieremo in questo modo una sorta di arresto del sistema, come capita ai nostri pc quando si impallano per l’eccessiva quantità di dati da elaborare?
Umberto Eco nel suo Pendolo di Foucault, riprendendo un’idea già esposta in un vecchio numero della rivista «Kos», rifletteva sul fatto che non è certamente possibile costruire una ars obliovionalis, un’arte della dimenticanza. E tuttavia si potrebbe ottenere lo stesso risultato attraverso la moltiplicazione indistinta ed ossessiva di date e dati. Se è impossibile rimuovere volontariamente il passato, è tuttavia possibile rendere inerte la memoria attraverso un processo di accumulazione indistinta dei ricordi.

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Pubblicato il 02 Gennaio 2007
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