Una fagiolata alla Badia di Dulzago

Il 28 gennaio curiosa iniziativa nel Parco del Ticino per la festa di San Giulio

A pochi chilometri da Bellinzago, paese tra Oleggio e Novara a meno di un’ora da Varese, tra i campi e le risaie del Parco del Ticino, si trova la Badia di Dulzago, un piccolo complesso di interessante valore storico e delicata bellezza.

Una posizione in piena campagna che incoraggia rilassanti passeggiate primaverili, magari in bicicletta. Questa domenica c’è un buon motivo per andare a visitarla: la festa di San Giulio.

Il piccolo borgo si addobba a festa e i pochi residenti, aiutati dalla gente dei paesi vicini, si da un gran dà fare per mantenere viva questa tradizione che risale ai primi decenni del 1600. A seguito della messa delle 11 nella chiesa del complesso, dedicata proprio a San Giulio, una breve processione porterà la statua del Santo nel cortile adiacente dove avverrà la benedizione del pane e della fagiolata, preparata in grandi calderoni di rame con verdure, carne, cotiche e fagioli e che viene distribuita per essere poi mangiata a casa, cucinata semplicemente allungata con un po’ di acqua o utilizzata per la famosa Panissa novarese.

Potete approfittare di questa occasione quindi per  visitare il piccolo complesso. Gironzolando per i cortili, potrete trovare scorci di tempi antichi legati alla vita contadina e, prima ancora, a quella monastica.

La Badia fu fondata dai canonici regolari nel XII secolo ma alla fine del Medioevo fu trasformata in un centro agricolo che venne successivamente confiscato dallo stato francese e venduto alla famiglia Borromeo Arese, che diffuse la coltivazione del riso sui beni badiali.

Passeggiando all’interno della Badia, sbirciando all’interno di portoni e cancelli, potrete così trovare piccole sorprese come il sarcofago romano utilizzato come abbeveratoio nelle scuderie e che in origine era il sepolcro di una donna, il cui nome è rimasto inciso sul serizzo. Anche la chiesta di San Giulio, che ha subito alcune modifiche nel corso dei secoli per adattarla alle mutate esigenze della comunità, offre interessanti spunti artistici come gli affreschi barocchi e quelli, recentemente portati alla luce, risalenti al XV secolo.

Per terminare l’escursione e magari procurarvi il riso per cucinare la panissa, potrete andare al vecchio mulino appena fuori dalle mura sud dove è possibile acquistare diverse qualità di riso e mais coltivate in zona e, se siete fortunati, vedere i macchinari in funzione.

Se volete restare in zona per pranzo troverete molti buoni ristoranti, eccone alcuni in zona:
         Osteria di San Giulio sita proprio all’interno della badia (Tel.0321.98101)
         La crusca dal Ga, via Don Minzoni 61 – 28043 Bellinzago Novarese. (Tel.0321.987708)
         Cravero, via Novara 8 – 28010 Caltignaga (Tel.0321 652696)
        
Al caminetto, via Cavour 30 – 28062 Cameri (Tel.0321 518780)

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Gennaio 2007
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