Vertenza Ratti, poche luci e molte ombre sui 38 licenziati
L'incontro tra dirigenza e sindacati lascia aperti molti interrogativi. L'unica certezza è il riassorbimento di 14 lavoratori in un'azienda per un anno
L’incontro sindacati-dirigenza della Ratti, storica azienda luinese che ha chiuso i battenti all’inizio di quest’anno, non ha visto il raggiungimento dell’accordo anche se ha cominciato a produrre qualche risultato per i 38 lavoratori rimasti a casa senza un lavoro. Il tutto è stato rinviato alla settimana prossima quando giovedì 18 dicembre le parti si rincontreranno nella sede dell’Univa per mettere a punto il piano per gli operai. Per 14 di loro, specializzati in programmazione, commercializzazione e vendita, si profila un riassorbimento tramite l’affitto di un ramo d’azienda ad un’altra impresa che si è detta disponibile a insediarsi nella struttura di viale Dante per almeno un anno. «Al momento è questo l’unico punto di convergenza vero trovato con la dirigenza – spiegano Paolo Lenna della Fiom e Giuseppe Marasco della Fim – oltre all’impegno da parte della ratti a trovare i soldi per la cassa integrazione dei dipendenti licenziati». Per quanto riguarda la buona uscita, che dovrebbe essere garantita a termine della cassa integrazione, si parla di cifre irrisorie.
Ma i sindacati stanno tentando tutte le vie per ottenere il riassorbimento dei lavoratori restanti presso altre aziende e si appellano al sindaco di Luino Gianercole Mentasti il quale aveva ricevuto incarico dal consiglio comunale per provare tutte le strade sondabili al fine di aiutare i lavoratori licenziati a trovare un nuovo lavoro. «Presto richiederemo un incontro col sindaco – hanno detto ancora i due delegati – per chiedere un tavolo di discussione con l’imprenditoria locale».
La grande solidarietà espressa da tutto il consiglio comunale ai lavoratori Ratti fa ben sperare perchè anche questa chiusura non crei ancora problemi occupazionali al Luinese da decenni alle prese con una serie di chiusure da parte di aziende penalizzanti soprattutto per i lavoratori dipendenti. La crisi industriale del Luinese pare inarrestabile e la voce "nuove industrie" continua ad essere desolantemente vuota.
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