Von comunque bella, Orizzonte di un altro pianeta
Varese-Catania 11-19. Le giovanissime biancorosse fanno bella figura di fronte alle terribili siciliane. Zanchi: "Brave a tutte, i prograssi si vedono"
Vincere era impossibile, e allora la Von ha deciso di perdere nel miglior modo possibile. Giocando al proprio meglio nonostante l’emozione di avere di fronte una valanga di ori olimpici e mondiali. Così la squadra di Manuela Zanchi è uscita a testa altissima dalla vasca della Comunale, con un punteggio, 11-19, certo pesante ma che racchiude in sé tante belle cose.
La più bella di tutte in verità accade fuori dalla piscina, con ragazzi e ragazze con indosso le magliette della Von che fanno a gara per una foto con Tania Di Mario o un autografo di Martina Miceli: cosa più unica che rara per uno sport ingiustamente riabilitato al grande pubblico solo per le Olimpiadi. Ma anche in acqua la Varese Olona si prende il lusso di firmare un match tutt’altro che a senso unico. Da incorniciare il tabellone dei primi 3′, con la Von avanti 2-0 (Carolina Bosco e Motta), da applaudire la tripletta di Motta capace di prendersi responsabilità pesanti, la grinta di Mendozza che risponde per le rime alle trattenute di Villa, la determinazione di Francesca Bosco in marcatura su Di Mario, l’impegno di Favini in boa contro la morsa ospite.
Il punteggio, va da sé, si gonfia per l’Orizzonte: dopo la mini-sbandata iniziale le campionesse d’Europa iniziano a macinare gioco e gol, trafiggendo a più riprese un’incolpevole Stasi. Ma la Von non affonda: chiude 3-5 il primo parziale, soffre nei due tempi centrali, reagisce d’orgoglio nel quarto. Con Zanchi marcata stretta, che si fa parare un rigore ma che regala pure la rete più bella della giornata. Finisce 11-19, ma il tabellino rivela un altro aspetto interessante: il Geymonat ha segnato 15 reti con i suoi quattro fenomeni (6 Bosurgi, 5 Di Mario, 2 a testa Miceli e Musumeci). Come a dire che senza di loro, quella catanese sarebbe una squadra normale.
Nel dopo gara i sorrisi di Manu Zanchi e del presidente Fabiano si incrociano. «Se ci siamo divertite? Certo: se un ragazzino giocasse contro Del Piero si divertirebbe comunque, al di là del risultato» spiega l’allenatrice varesina. «Tra noi e loro c’è una grande differenza; volevo che le ragazze dessero il meglio perchè – come mi ha insegnato Martina Miceli – contro le più forti devi dare tutto. Avevo in acqua le juniores che marcavano le campionesse olimpiche senza sfigurare: non posso che dire brave alle ragazze». Fabiano ascolta sornione: «Sono contentissimo e fiducioso in chiave salvezza. La squadra ha fatto passi da gigante e senza le australiane è saltata fuori la voglia di prendersi responsabilità. Un altro segnale di crescita».
Varese Olona Nuoto – Orizzonte Geymonat Catania 11-19 (3-5, 4-9; 6-14)
Varese: Stasi (p), Di Palma, Mineo, Maestri, F. Bosco 2, Zanchi 1, Colacino 1, C. Bosco 1, Cerutti, Passerini, Mendozza 2, Favini 1, Motta 3. All. Zanchi – Sambo.
Or. Catania: Brancati (p), Miceli 2, Pavan 2, Bartolini 4, Di Mario 5 (2 rig), Bosurgi 6, Bosello, Villa 1, Bujika 1, Musumeci 2, Muré, Maugeri, Scuderi (p).
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