Agostinelli: «La sepoltura dei feti non si decide con un regolamento»
Il capogruppo di Rc al Pirellone spiega come è stato votato il regolamento: «testo presentato all'ultimo momento e nemmeno distribuito in aula»
Nella seduta del Consiglio regionale di martedì scorso è stato approvato, con il voto favorevole di tutta l’Unione, un regolamento in materia di attività funebri e cimiteriali. Nel regolamento, precisamente nell’art. 11, viene inserito l’obbligo di informazione ai genitori della possibilità di seppellire il "prodotto del concepimento" anche sotto i quattro mesi, laddove invece la legge nazionale del 1990 stabilisce l’inumazione per "i prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane" oltre che per i feti sopra le 28 settimane.
È evidente l’intento ideologico del regolamento attraverso il quale si punta a riconoscere "personalità" all’embrione.
Anche per questa via, dunque, si tenta un attacco alla 194, la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, ponendo in discussione l’autoderminazione delle donne.
È inutile sottolineare la scorrettezza politica della maggioranza di centrodestra, che dentro un semplice regolamento sui funerali e sui cimiteri fa passare una normativa che ha implicazioni etiche e politiche sostanziose.
Va da sé che si sarebbe dovuta porre la massima attenzione al contenuto del regolamento, come a qualsiasi atto di una Giunta integralista e misogina. C’è da dire, però, che quel Consiglio regionale aveva all’ordine del giorno la questione dei ticket sui quali Rifondazione era fortemente impegnata e che ha catalizzato l’attenzione di tutti, al punto che il regolamento sui cimiteri è stato inserito all’ultimo momento all’ordine del giorno e che il testo non è stato nemmeno distribuito in Aula.
Non ci sfugge, ora, che la slealtà della Giunta comporta comunque un attacco al principio di autodeterminazione ed opera una pressione indebita sulla libertà di scelta che sta al fondo della legge 194.
Preannuncio un’iniziativa rapida del Gruppo consiliare di Rifondazione, che verrà fatta maturare in un rapporto complessivo con reti e organizzazioni di donne. Si lavorerà su un pdl che tenti, oltre che a ripristinare la situazione antecedente all’approvazione del regolamento regionale, di intervenire sull’insieme delle lesioni alla 194 che si stanno verificando nella nostra regione.
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