Per la discarica servono nuovi interventi

Giuseppe Mazzitelli, presidente del Consorzio Intercomunale Smaltimento Rifiuti chiede attenzione sul problema ambientale

Riceviamo e pubblichiamo

La discarica controllata dei Comuni di Vergiate e Somma Lombardo, situata in località Cattabriga e confinante con il Comune di Arsago Seprio, necessita di continui interventi di consolidamento e manutenzione per impedire che i biogas ed il percolato prodotti dai rifiuti facciano danni contaminando il sottosuolo e la falda acquifera del torrente Strona. I fondi, però, si esauriranno entro il 2010. Non è ancora un’emergenza ambientale ma potrebbe diventarlo, come conferma il presidente del CISR, Consorzio Intercomunale Smaltimento Rifiuti, Giuseppe Mazzitelli.

 

Presidente Mazzitelli, la discarica è chiusa da tredici anni, ma qual è l’attuale situazione in cui versa?

“Lo scenario è preoccupante perché fra tre anni, ovvero nel 2010, non ci saranno più soldi per gestirla e già non ci sono più i soldi necessari per ridurre al minimo le infiltrazioni di acqua piovana nei rifiuti. Se non giungeranno i fondi necessari dallo Stato o dalla Regione, e parliamo di oltre 20 milioni di euro, bisognerà trovare soluzioni alternative all’attuale conduzione portata avanti congiuntamente dai comuni di Vergiate e Somma Lombardo attraverso il CISR. In poche parole i cittadini dei Comuni di Vergiate e di Somma Lombardo dovranno pagare tutte le spese derivanti dai costi di gestione della discarica per un ammontare di circa 1.200.000,00 euro annui che le due amministrazioni si dovranno dividere. A questo punto si è giunti principalmente a causa degli errori gestionali commessi in precedenza”.

In concreto cosa chiedete?

“Quello che il CISR e gli enti locali chiedono è che la gestione economica della bonifica non sia lasciata solo ai comuni, ma che venga in un certo senso restituito il favore che a suo tempo il territorio fece alla Regione, accollandosi i rifiuti del milanese. Ma soprattutto che non ponga veti e lungaggini burocratiche alle iniziative che il CISR sta portando avanti, presentando diverse soluzioni che non sono state mai proposte in passato, o meglio che prima di procedere a progettazioni costosissime che non darebbero nessun risultato ci sia un impegno preciso da parte delle Regione, magari sottoscrivendo un protocollo d’intesa. In caso contrario il consorzio non affiderà  incarichi come è stato fatto in precedenza senza ottenere risultati per mancanza di accordi sottoscritti con la stessa Regione”.

Finanziamenti regionali o meno, i costanti interventi sono comunque necessari…

“Certo e lo sono ancora di più dopo che l’Italia (e quindi anche la Regione) ha recepito una direttiva UE che estende la gestione delle discariche chiuse fino a che si azzeri il rischio di inquinamento. Ribadisco perciò il concetto che nel 2010 i costi di gestione saranno a carico delle Amministrazioni di Vergiate e Somma Lombardo senza vie di scampo”.

L’ultimo autocarro è giunto a Vergiate nel febbraio del 1994 e secondo le conoscenze dell’epoca si riteneva che dieci anni sarebbero bastati per non avere problemi ambientali residui…

“Purtroppo le cose stanno diversamente. Il  liquido inquinante, che si forma in particolar modo per le infiltrazioni di acqua piovana nei rifiuti, continuerà a prodursi per decenni, con il rischio di inquinare la falda acquifera se non lo si estrae. Inoltre il sito produce ancora biogas che vanno tenuti sotto controllo per almeno altri venti anni. Infine la superficie della discarica continua ad abbassarsi sia per gli assestamenti naturali dei rifiuti, sia per i vuoti che si creano a causa della trasformazione in gas della materia organica dei medesimi. Il continuo abbassamento rende impossibile il deflusso naturale delle acque piovane pulite che scorrono sulla superficie e che devono essere allontanate per pompaggio. Ecco perché sono assolutamente necessari continui interventi ed opere di monitoraggio costanti.

 
In attesa di un aiuto da Roma o da Milano, il Consorzio cosa sta facendo?

“Il CISR è attualmente al lavoro per individuare soluzioni diverse finalizzate a reperire le risorse necessarie per garantire una gestione economicamente autosufficiente, sicura e senza rischi per l’ambiente. Il nostro intento è quello di non fare versare ai cittadini neanche un centesimo per poter mantenere in sicurezza la discarica. Naturalmente dovranno essere prese delle decisioni che in passato non sono state prese in quanto si è preferito pensare che il problema non ci fosse. Mi domando per quale motivo determinate iniziative atte a ridurre i costi, tramite introiti diversi, non siano state già prese dalle precedenti gestioni”.

 

Tra queste vi è il recupero del biogas?

“Si. In tal senso stiamo stipulando una convenzione con la dita Econord per la realizzazione e gestione di un impianto di recupero energetico con l’utilizzo di biogas. Un’operazione della durata di dodici anni che permetterà di cedere all’Enel l’energia prodotta in discarica a fronte di una corresponsione economica. E’ palese che il solo recupero del biogas e la successiva vendita dell’energia prodotta non rappresentano che una minima parte del fabbisogno per mantenere in sicurezza l’area della discarica. Non voglio fare un attacco politico ma, anche in questo caso, non capisco per quale motivo tale iniziativa non sia stata assunta dalle amministrazioni precedenti. Se si pensa che il quantitativo di bio gas attualmente è ridotto al minimo e potrebbe fruttare circa 50 mila euro l’anno, lascio considerare quali potevano essere gli introiti nel periodo in cui la presenza del bio gas era al massimo”. 

 

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Pubblicato il 23 Febbraio 2007
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