Tra Sole e Terra mezzo secolo di studi
Questa sera, lunedì 5 febbraio a Villa Truffini, conferenza del Gat con Giuseppe Bonacina
Esattamente 50 anni fa, nel 1957, venne lanciato il primo Anno Geofisico Internazionale, che diede luogo a grandi scoperte in campo geologico ed astronomico. Scoperte che sono state la base di una autentica rivoluzione scientifica nei 50 anni successivi.
Per ripercorrere gli straordinari progressi scientifici di questo mezzo secolo, questa sera, lunedì 5 febbraio, alle 21 a Villa Truffini il Gat-Gruppo Astronomico Tradatese, invita tutti gli appassionati ad una conferenza sul tema "50 anni di studi sulle relazioni Sole-Terra". Relatore sarà il dottor Giuseppe Bonacina, un nome molto noto nell’ambito degli studi solari e già molte volte in passato ospite degli astronomi tradatesi.
«La prima parte della serata sarà specificatamente dedicata a quello che successe 50 anni fa – anticipa il presidente del Gat Cesare Guaita – Nel 1957 Van Allen (di recente scomparso) scoprì grazie al primo satellite americano (l’ Explorer 1) le famose fasce di radiazione particellare che, intrappolate dalla magnetosfera terrestre, hanno permesso la nascita e lo sviluppo della vita sulla Terra (le famose fasce di Van Allen). Nello stesso anno l’ Antartide cominciò ad essere raggiunta da basi scientifiche occupate stabilmente da scienziati di tutto il mondo ed acquisì definitiva conferma una teoria tanto dibattuta quanto sorprendente come quella che vuole i continenti non fissi ma in continuo allontanamento o avvicinamento ( deriva dei continenti). Non meno importante il fatto che proprio nel 1957 si verificò il massimo solare più intenso della storia: questo diede inizio a tutta una serie di studi di importanza vitale sull’influenza dell’attività solare con l’ambiente terrestre. Dopo 50 anni ci si è accorti che il mondo attuale non può più fare a meno dell’esatta comprensione e previsione delle multiformi attività energetiche della nostra stella».
Proprio su questo su questo tema il dottor Bonacina baserà la seconda parte della serata, con un’attenzione particolare a strumenti di indagine che non erano neanche lontanamente prevedibili 50 anni fa. In particolare si parlerà di Cluster, la missione spaziale costituita da quattro satelliti gemelli collocati in punti differenti della magnetosfera della Terra, per poterne misurare, in maniera tridimensionali, la reattività verso l’attività solare (si pensi, per esempio, a quei meravigliosi fenomeni luminosi noti come aurore boreali). E che molto ci sia ancora da imparare sull’attività solare è dimostrato dal fatto che enormi gruppi di macchie sono comparse sul Sole proprio in un periodo, come l’attuale 23° ciclo, in cui l’attività è ridotta al minimo. Al punto che c’è chi prevede che nei prossimi anni avremo un 24° ciclo estremamente irregolare, con conseguenze molto critiche per l’andamento sempre più tecnologico della civiltà terrestre.
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