La Lega saluta e se ne va
Il Carroccio si chiama fuori dalla giunta: posizioni inconciliabili, manca la fiudcia
La Lega Nord è fuori. Con un duro comunicato diffuso nella giornata di ieri, domenica 11 marzo, il segretario cittadino del Carroccio, Sandro Rech, ha reso nota la posizione dei padani gallaratesi dopo il terremoto seguito all’allontanamento dall’esecutivo cittadino di Giorgio Caielli, ex assessore alla Sicurezza. La Lega ritirerà, salvo decisioni alternative dell’interessato, anche la delega di Roberto Bongini, assessore ai Servizi Sociali: Bongini dopo il consiglio comunale dello scorso lunedì aveva incontrato il sindaco Nicola Mucci ed era rimasto al proprio posto. Ora potrebbe abbandonare la poltrona che occupa da 6 anni, ma non è detta l’ultima parola: Bongini potrebbe infatti, stando alle indiscrezioni, accettare un incarico da tecnico, con conseguenze tutte da valutare per quanto riguarda la sua permanenza nel Carroccio.
La decisione di ritirare anche l’altro assessore leghista è stata presa dopo l’incontro di sabato 10 marzo con le forze di maggioranza (Forza Italia, Udc, Alleanza Nazionale, Dc-Nuovo Psi): inconciliabili le posizioni dei padani con gli ormai ex colleghi di giunta. Nella nota diffusa da Rech si fa riferimento ad una lunga lista di “incomprensioni” tra la Lega e gli alleati che vanno dalla moschea ai programmi integrati di intervento passando attraverso le decisioni urbanistiche e alla proposta di costruzione di un campo nomadi. A non andare giù ai leghisti gallaratesi il siluramento di Caielli, secondo i padani non giustificato da Mucci e interpretato come una “rappresaglia politica nei confronti di un uomo che, a detta di tutti e anche dello stesso Sig. Sindaco, si è sempre comportato in maniera seria, capace e propositiva nello svolgere il compito assegnatogli ma è risultato, purtroppo, reo di seguire le indicazioni della segreteria politica della Lega Nord”.
Il rapporto tra Lega Nord e CdL si interrompe qui, dunque, anche se i consiglieri comunali del Carroccio (Matteo Ciampoli, Roberto Borgo e Antonio Trecate) non siederanno, se non fisicamente come già fanno dallo scorso maggio, tra i banchi della minoranza. Sarà un appoggio esterno, un ruolo che la Lega si ritaglia per vigilare su una maggioranza della quale ha condiviso per 6 anni le scelte, mandando giù alcuni rospi, ma restando tutto sommato fedeli al programma condiviso dalla CdL. Le deleghe di Caielli e Bongini (per il quale si saprà qualcosa dopo la giunta delle 14.30 di oggi, lunedì 12 marzo) resteranno in capo a Mucci almeno fino a dopo le elezioni provinciali di giugno.
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