Lavorare insieme per coltivare energia
Il tema al centro convegno organizzato a MalpensaFiere in occasione di AgriVarese. Qualche perplessità dalle associazioni di categoria
Produrre energia alternativa: è questa la sfida del futuro per gli agricoltori, ma anche per la società. Quale occasione migliore per parlarne se non la fiera Agrivarese che verrà inaugurata domani sabato 24 marzo a MalpensaFiere? Proprio con questo scopo,
Regione Lombardia, Provincia di Varese, Camera di Commercio e le Associazioni di categoria hanno organizzato il convegno “Agroeconomia: biomasse, biogas e biocombustibili”. Molti gli agricoltori intervenuti, ma anche gli amministratori locali e i rappresentanti delle comunità montane: il tema dell’energia e in particolare delle energie rinnovabili e alternative è infatti di stretta attualità e tocca tutti i settori della società.
E l’agricoltura non è esclusa. L’agroeconomia infatti non è altro che “energia rinnovabile” (inesauribile, come quella solare o eolica), prodotta con materiali di origine agricola, organici e vegetali. Sul sito della Regione, che sul tema ha condotto numerosi studi, si parla di biomasse (l’energia deriva dalla combustione di legna, prodotti e sottoprodotti vegetali, residui agricoli), biogas (energia dalla fermentazione batterica naturale di residui organici provenienti da prodotti e sottoprodotti vegetali e dal letame degli allevamenti suini e bovini)e biodiesel (combustibile ecocompatibile di origine vegetale da soia, girasole e colza).
«Le politiche regionali – spiega l’assessore regionale alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile Massimo Buscemi – hanno oggi l’obiettivo di coniugare lo sviluppo con la salvaguardia dell’ambiente. La richiesta di energia è in aumento:
questo è positivo perché significa che l’economia cresce, ma può essere negativo per la salvaguardia dell’ambiente». È qui quindi che entra in gioco l’agricoltura. «Coltivare energia è possibile – spiega Gabriele Boccasile, di Regione Lombardia -. Il mondo rurale è cambiato e in molte zone la trasformazione delle aziende agricole è già realtà». Per quanto riguarda infatti il biogas, in regione sono già presenti 15 impianti. «Il vero problema però è quello dei numeri – specifica Boccassile -: non dobbiamo accontentarci di progetti belli ma isolati. Bisogna lavorare insieme e fare sistema».
In questo panorama, Varese si colloca in una posizione ancora non ben definita. Già in passato, come ricorda Livio Bozzolo imprenditore “innovativo” varesino, ci sono stati dei progetti per produrre energie alternative come quello di Cuasso al Monte. «In quell’occasione abbiamo solo sprecato risorse – racconta Bozzolo -. Ma con un patrimonio boschivo come quello di Varese, è doveroso pensare a nuove iniziative, magari in scala più piccola». Grazie alla fondazione di una società fra privati e alla collaborazione con un Walter Righini che ha già realizzato iniziative simili in varie zone della Valtellina, sono stati presentati alla regione due progetti che riguardano Laveno Mombello e Marchirolo. Mentre il primo è in fase di stallo per problemi logistici, il secondo, che comporterà una spesa intorno a 820 mila euro, è già in pieno sviluppo e consentirà in autunno di riscaldare molti edifici pubblici del comune grazie al riutilizzo si scarti della lavorazione e altri prodotti vegetali.
Insomma, se tutti sembrano intenzionati a muoversi in un’unica direzione, ovvero «nel renderci autonomi nella produzione di energia, garantendo la diminuzione dell’inquinamento» come ha sottolineato anche l’assessore provinciale alle politiche per l’Agricoltura Bruno Specchiarelli, le associazioni di categoria pongono però anche altri problemi. Se Riccardo Speroni dell’Unione agricoltori vede nell’agricoltura una grande opportunità per la produzione di energia, Giovanni Giubilini, della Confederazione Italiana Agricoltura dice di osservare «troppa enfasi in torno a questo tema. Il cuore dell’agricoltura è la produzione di alimenti, potrebbe essere pericoloso puntare così tanto su un settore “effimero”». Anche Ignazio Bonacina di Coldiretti frena un pò l’entusiamo. «Nessuno nega che questo è il futuro, ma non ripetiamo gli errori di Cuasso al Monte. Fermiamoci un attimo e prima di agire facciamo insieme, pubblico e privato, agricoltori ma anche industriali, uno studio di fattibilità serio e profondo per capire come utilizzare al meglio le risorse che abbiamo».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Il Governo elimina il bollo per auto e moto di piccola e media potenza
Walt06 su Varese, tutti promossi al Centro Studi Voltaire: il bilancio del primo anno
principe.rosso su Crollo alla E-Work Arena, Varese pronta ad aiutare la Uyba Volley: a disposizione il palasport di Masnago
GrandeFratello su Centro Campus, via alla trasformazione: "Varese sempre più all'avanguardia nel basket europeo"
lenny54 su Turisti e seconde case fanno impennare i consumi d'acqua nel nord della provincia, lo dicono i dati degli acquedotti
Felice su Musi di Varese 2027, presentato il calendario del Canile: Palazzo Estense accoglie i cani della città






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.