Le Tac del Circolo si eseguono a Brebbia. Interviene l’Asl

Lo scorso anno, l'azienda ospedaliera esternalizzò alla clinica di Brebbia, non accreditata, alcuni esami radiologici. Ma per l'Asl la situazione non è chiara

Lo scorso anno, davanti ad una previsione gestionale troppo onerosa, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Varese diede l’imput di rivedere alcune strategie di azione: implementare l’attività ambulatoriale, allentando la pressione sulla degenza e sull’attività chirurgica.
La radiologia, già abbastanza sotto pressione con una mole di lavoro tale da imporre aperture fino alla mezzanotte, non riuscì a garantire l’aumento di prestazioni. Così, si decise di "subappaltare" alcuni esami, mammografie, risonanze e tac, alla Fondazione Borghi, la clinica di Brebbia, struttura accreditata ma non "contrattualizzata".

La prassi inusuale non passò inosservata all’Asl, deputata a vigilare e a controllare per la Regione l’attività sanitaria fornita da ospedali pubblici e privati. Il dubbio del direttore generale dell’azienda sanitaria Pierluigi Zeli era proprio quello della possibilità di esternalizzare a terzi prestazioni che la Regione contratta direttamente con enti che lei stessa ha "accreditato" per svolgere funzioni per il pubblico: «Abbiamo chiesto alla Regione di chiarire se un ospedale che ha sottoscritto con l’Asl un contratto per fare determinate prestazioni può, a sua volta, subappaltarle o deve rimetterci il lavoro con i relativi finanziamenti perchè possiamo noi trovare chi possa garantire quelle prestazioni al cittadino».
Ricordiamo, che ogni prestazione sostenuta da un ospedale o da una clinica viene, infatti, ripagata dal servizio sanitario regionale: è il Pirellone ad individuare una serie di operatori deputati ad agire in convenzione per la cittadinanza. E Brebbia, benchè accreditata, non risulta tra questi enti. Ecco allora la richiesta da parte dell’Asl di chiarire se in termini giuridici l’azienda varesina si sia mossa in modo corretto.


Al di là dei contenuti legislativi, rimane il rammarico di vedere lentamente depauperato un reparto, un tempo, considerato di alto livello. Il costante assottigliamento del personale ha creato qualche intoppo all’organizzazione. Una situazione che, in vista del nuovo monoblocco, dovrebbe migliorare: sono stati, infatti, assunti quattro medici in più e sono in arrivo alcuni tecnici di laboratorio. Il nuovo organico e i macchinari aggiuntivi dovrebbero permettere di rivedere i turni di lavoro, attualmente estenuanti visto che si lavora fino a mezzanotte.

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Pubblicato il 07 Marzo 2007
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