«Perchè sono stati abbattuti i pioppi di via Tiziano?»

Legambiente interviene in difesa delle alberature autoctone, criticando severamente l'amministrazione

Riceviamo e pubblichiamo

E’
stato un inizio di primavera molto triste per alcuni alberi di
Cassano Magnago. Ci riferiamo ai bellissimi pioppi cipressini di via
Tiziano, tre dei quali sono stati abbattuti il 21 marzo nell’ambito
di un’opera di risistemazione della strada.

La cosa
non ci stupisce, considerando la protervia e la scarsissima
considerazione, per non parlare di indifferenza, che l’attuale
amministrazione ha sempre dimostrato nei confronti dell’ambiente e
del verde pubblico. Tuttavia, pur non meravigliandoci di quanto
accaduto, non possiamo nascondere il rammarico per il fatto che il
nostro territorio ha perduto un altro tassello pregiato.

Così
come si presentava in precedenza il filare di via Tiziano, nei pressi
della zona industriale, era infatti l’unico elemento di un certo
pregio dal punto di vista ambientale e paesaggistico in un’area
piuttosto degradata. Peraltro, da quanto ci risulta, l’attuazione
del piano di lottizzazione avrebbe dovuto preservare questo gruppo di
piante.

Tra
quelli abbattuti figura anche l’albero più imponente del
filare: un esemplare con un tronco di 3 metri di circonferenza, la
cui età poteva essere di un centinaio di anni.

Il
pioppo cipressino (che gli anglosassoni chiamano Lombardy poplar,
cioè pioppo della Lombardia) è un’essenza che un
tempo veniva impiegata per delimitare i viali di campagna e che anche
per questo nella nostra zona riveste una valenza storico-culturale.
Si tratta peraltro di una specie accusata ingiustamente di procurare
allergie, ma che in realtà è assai meno problematica di
molte altre.

Francamente
non riusciamo a comprendere come l’amministrazione comunale non sia
stata in grado di trovare un modo per sistemare la strada senza
bisogno di procedere con l’abbattimento dei tre pioppi che, secondo
il nostro giudizio, erano da considerare tra le piante più
interessanti presenti in città.

Durante
la scorsa primavera il nostro Circolo Legambiente ha svolto uno
studio (che si può consultare online visitando il sito
www.legambiente-sudvarese.org/cassano.html)
finalizzato all’individuazione degli esemplari di particolare
interesse presenti sul nostro territorio ed il filare di via Tiziano
(vedi
www.legambiente-sudvarese.org/CassanoM/documenti/AlberiCassano/0.htm)
era stato evidenziato come una delle situazioni più
significative, tanto che era stato illustrato alle scolaresche
cittadine nell’ambito del progetto “Gli alberi di Cassano
Magnago”, in corso di svolgimento.

Non si
tratta, peraltro, dell’unica perdita registrata in città dal
punto di vista del patrimonio arboreo e culturale. Nelle scorse
settimane è stato infatti tagliato anche un altro albero di
quelli che avevamo citato, sebbene con altre motivazioni, nella
nostra ricerca.

Parliamo
in questo caso di una robinia, pianta di scarso interesse
naturalistico, che aveva però la particolarità di
essere nata alcuni decenni fa tra gli ingranaggi della vecchia
scavatrice presente all’oasi Boza
(
http://www.legambiente-sudvarese.org/CassanoM/documenti/AlberiCassano/8.htm).
Un esemplare che, proprio per questo, nel corso degli anni era stato
mostrato alle svariate migliaia di bambini e ragazzi che hanno
visitato la Boza, di cui era quasi divenuta un simbolo assieme alla
macchina che la “ospitava”. Ci domandiamo, e gireremo formalmente
il quesito all’amministrazione comunale, se sia stata tagliata
nell’ambito degli interventi di manutenzione del verde svolti
all’oasi nelle scorse settimane.

In
definitiva ci chiediamo una volta di più come sia possibile
che un’amministrazione comunale che tanto si vanta di valorizzare
la cultura e le tradizioni locali, le possa poi rinnegare fino al
punto di abbattere dei pioppi cipressini, per piantare invece lecci
(querce mediterranee) e arbusti di origine asiatica nel piazzale di
villa Oliva.

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Pubblicato il 23 Marzo 2007
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