DisarmiAMOlaPace: «Il Comune samaratese dà un’immagine positiva di AgustaWestland»

Il Coordinamento pace e solidarietà di Samarate distribuirà volantini domenica mattina dalle 11 in piazza a Samarate

Riceviamo e pubblichiamo il testo del volantino che il Coordinamento Pace e Solidarietà di Samarate distribuirà domenica mattina dalle 11 in piazza a Samarate per la giornata samaratese del commercio

Dobbiamo domandarcelo. Non si espone in maniera innocente uno strumento così potente e di gran fascino.
Si mostra la funzione civile dell’elicottero, l’AW 139, la versione umanitaria di macchine che servono anche per le forze militari di numerosi paesi.
E’ una vetrina di un’azienda di successo, che fa business internazionale, che ha ottenuto straordinari risultati commerciali, che fa parte di Finmeccanica e rappresenta il made in Italy.
Ma questa presentazione non è completa; cosa nasconde questa visione, questo spettacolo ?
Non possiamo fare a meno di rilevare alcune cose.
-Il fatturato deriva per gran parte dai programmi militari ( EH101, NH90, A129 Combat ).
-Diverse commesse attestano il rilancio dell’A129 Mangusta o Combat, elicottero d’attacco a due posti in tandem, dotato di missili TOW, cannone brandeggiabile e mitragliatrici. E’ una macchina che accresce la sua presenza nei teatri di guerra ed è venduta in paesi coinvolti in conflitti e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani (come il recente accordo per 51 elicotteri alla Turchia).
-I processi di fusione e di ristrutturazione iniziati negli anni Novanta hanno comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro. All’innovazione e allo sviluppo della produzione corrisponde un ridimensionamento dell’occupazione e una diversa dislocazione delle professionalità nelle aziende del gruppo Agusta Westland.
E come possiamo parlare di pace, come possiamo pensare alla pace e opporci alle guerre senza guardare al territorio in cui si vive, senza verificare se esso aiuta la costruzione della pace oppure se è complice delle guerre permanenti ?
Vicino a noi non c’è solo Agusta Westland, c’è Aermacchi e c’è un Comando Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO a Solbiate Olona.
Abbiamo bisogno di mettere in piazza altre idee, di far circolare le intelligenze, di rilanciare l’Agenzia lombarda di riconversione dell’industria bellica per sostenere progetti di disarmo e riduzione degli armamenti e per costruire percorsi di progressiva demilitarizzazione dell’apparato produttivo che possono salvaguardare i posti di lavoro.
La vetrina per Agusta mostra la versione civile; ma i loro prodotti sono dual use, vanno bene per tutti, anche per nazioni e forze che agiscono la guerra, che difendono interessi inconfessabili; il fatturato è sul commercio delle armi; ci sono grossi affari per le banche armate e per Finmeccanica.
Ci viene poi il sospetto di una grande leggerezza in chi ha promosso questi weekend del commercio samaratese, che hanno un loro valore nel coinvolgere soggetti economici e presentare prodotti tipici accanto a  giochi gonfiabili e zucchero filato. Allora lo spettacolo di portare in piazza un AW139 è una copertura, ci costringe a sognare ad occhi aperti, è bottino per imbroglioni. E chi lo allestisce ha una responsabilità in solido.
Come ha scritto Don Lorenzo Milani nella Lettera ai giudici del 1965: “Un delitto come quello di Hiroshima ha richiesto qualche migliaio di corresponsabili diretti: politici, scienziati, tecnici, operai, aviatori. Ognuno di essi ha tacitato la propria coscienza fingendo a se stesso che la responsabilità venisse divisa fra tutti … E così siamo giunti a quest’assurdo che l’uomo delle caverne se dava una randellata sapeva di far male e si pentiva. L’aviere dell’era atomica riempie il serbatoio dell’apparecchio che poco dopo disintegrerà 200.000 giapponesi e non si pente”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 18 Maggio 2007
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