Gatti randagi, la risposta dell’Oipa

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'associazione animalista in merito alla colonia dell'ex area Cantoni

Riceviamo e pubblichiamo 

Ho poco prima letto la risposta dell’assessore Caravati, e vorrei si potesse pubblicare quanto segue: 

1) L’Oipa ha sempre perseguito il benessere e la tutela degli animali, e perciò la lettera che è stata recapitata a Comune, Asl e Procura della Repubblica era un atto dovuto in quanto non esiste la possibilità materiale di sgomberare in una settimana tutti i gatti che dimorano nell’area cantoni. Ribadisco perciò che richiedere la procrastinazione della data di inizio lavori non è un atteggiamento polemico verso la giunta, ma è una atto civile, etico e di coscienza innanzi tutto, oltrechè dovuto vista l’oraginiazzazione a cui appartengo e che ho l’onore di dirigere qui in provincia di Varese. La data di inizio lavori era prevista così come per altro asserito dal vicesindaco dinnanzi ad altri testimoni durante l’ultima riunione era il 31 Maggio. Motivo per cui mi sono affrettato a chiedere il rinvio dei lavori. Evidentemente ci è stata riferita la data sbagliata, ma questo non è un problema mio.

Inoltre l’atto di cui si discute cioè il documento presentato a Comune ASL e Procura della Repubblica di Busto Arsizio, non è stato divulgato dall’OIPA, ma è giunto nelle mani dei giornalisti della carta stampata dopo che l’atto di fatto era diventato pubblico e dunque accessibile a tutti. Oggi ho perciò inviato una copia dello stesso a Varesenews nella speranza che lo potesse pubblicare integralmente perchè non volevo che fossero divulgate false notizie in merito, in quanto il contenuto non era una accusa alla amministrazione, bensì una richiesta di rinvio dei lavori. Torno a ribadire che io non discuto della scelta edilizia o urbainistica, ma del fatto che tutti quei gatti vanno portati in salvo. Poi ciò che sorgerà al poste della ex-cantoni non è cosa che riguarda né me, ne la mia organizzazione.  

2) La richiesta dell’OIPA non deve sorprendere nessuno perchè da mesi discutevamo del problema, ma in giunta solo il Vicesindaco ha avuto l’accortezza di capire che il problema non era affatto trascurabile. L’area Cantoni per anni è stata un luogo dimenticata dagli Dei e dagli uomini, dove i gatti hanno vissuto liberi e indisturbati. Tutti erano a conoscenza del problema, ma nessuno in giunta ha voluto credere agli appelli lanciati dal vicesindaco. E se non fosse stato per l’Aeronautica Militare ache all’interno della sua base ci ha concesso lo spazio per ospitare i felini, ancora oggi non sapremmo dove portare tutti quei gatti.  

3) La situazione è gravissima in quanto molti esemplari sono femmine, molte delle quali gravide, mentre altre hanno partorito da poco, nascondendo i piccoli nelle zone più recondite dell’area cantoni stessa. Catturare e prelevare le femmine significa condannare a morte chissà quanti gatti. Possa cadere il cielo sulla terra, ma io non compierò mai una simile empietà. Perciò almeno inzialmente le femmine verranno sistematicamente liberate. Con tutto ciò che ne consegue. Mentre i gattini non ancora inselvatichiti e addomesticabili possono essere dati in adozione.

4) La legge regionale è in vigore dal luglio 2006 e come tale va rispettata. Che tale legge non ha valore perchè priva di un regolamento attuativo e quindi i lavori possono iniziare ugualmente seppellendo vivi i gatti è quanto di più empio si possa dire e pensare; il ferimento e l’uccisione dei gatti, nonchè la privazione del loro habitat (gli demoliscono la dimora!), costituiscono un reato penalmente perseguibile ai sensi della legge nazionale 281/91 e 189/04. Leggi nazionali in vigore da tempo e che non necessitano certo di norme attuative. Inoltre se anche non esistessero leggi in materia, l’etica, la morale e il nostro esser persone civili ci impone comunque di mettere in salvo tutti i gatti che dimorano nel vecchio complesso industriale dell’area Cantoni. Seppellirli vivi sotto le macerie è una crudele barbarie che disonorerebbe non solo l’attuale amministrazione comunale, ma anche tutti i cittadini gallaratesi nonchè l’italia intera. Come possiamo definire civile un paese in cui l’opera dell’uomo arreca danno morte e sofferenza ad esseri indifesi? E poi proprio perchè sulle macerie di quel complesso industriale sorgerà una scuola, quale lezione intendiamo dare alle future generazioni?  

5) Per le motivazioni di cui sopra, l’opera dell’OIPA, di fatto, è un aiuto alla giunta comunale. Le giunte comunali passano, i politici si succedono, ma il disonore recato alla città rimarrebbe. E poichè il vicesindaco Caravati ha dichiarato ad altri giornali che non si occuperà più del problema, non avendo più una figura istituzionale a cui far riferimento, l’OIPA si trova nelle condizioni di sospendere le operazioni di cattura dei gatti. Tuttavia, poichè l’OIPA non sta polemizzando con l’amministrazione comunale ma sta perseguendo il bene e la tutela degli animali, e dunque anche quello dell’amministrazione comunale, rimaniamo disposnibili a riprendere la collaborazione con il vicesindaco, perchè in Lui l’OIPA  ripone ancora fiducia,  ma occorre che la giunta sospenda i lavori fintanto che tutti i gatti non siano evacuati e messi in salvo. Di fatto l’OIPA chiede solo e semplicemente il rispetto delle leggi vigenti. Nulla di più. Purtroppo in giunta, vicesindaco a parte,  il problema è stato a lungo sottovalutato e ora ne paghiamo le conseguenze.  

Cordiali Saluti

Francesco Faragò

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Maggio 2007
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