Second Life, e Internet si fece carne

Grande curiosità e tanto interesse per la presentazione del libro di Mario Gerosa, che ha fatto "volare" il pubblico di Amor di Libro

Se qualcuno oggi, sabato 26 maggio, fosse entrato nella sala conferenze di Amor di Libro senza ascoltare nessuna presentazione, avrebbe potuto credere di assistere alla presentazione di un libro di viaggi. Perchè in fondo è un vero e proprio viaggio quello di Mario Gerosa, autore del libro "Second Life". Solo che la terra visitata da Mario Gerosa, e descritta ad un curioso pubblico varesino, non è fatta di acqua e sabbia. Si tratta invece di una terra fatta di bit e idee, quel mondo che è appunto l’ormai celebre Second Life. Così armati di alcuni computer portatili (e grazie ad una connettività wireless offerta da Eolo di Ngi e possibile con il supporto di Videosuono e Unixmedia, che hanno fornito hardware, software e gestione senza fili) gli stessi spettatori della conferenza hanno potuto viaggiare insieme allo stesso autore in questo nuovo mondo.

"Second Life è proprio come il mondo reale, anzi a volte è ancora più ricco", così ha descritto Gerosa questa terra virtuale, ormai ampia più di sei volte la superficie di Manhattan e in grado di far girare 2 milioni di dollari (reali) al giorno. Ma descrivere un mondo di questo tipo non è cosa facile, perchè la cosa sorprendente è che pur essendo figlio della globalizzazione, Second Life non sembra affatto esserne vittima. Se così le città reali come Varese, Milano o New York tendono ogni giorno ad essere più simili, questo mondo virtuale sembra essere la realtà più eterogenea mai conosciuta.

In Second Life ci sono città in stile western o in stile barocco, testate giornalistiche virtuali e localini piccanti, scuole di specializzazione e chiese virtuali, visioni di pace utopiche e gruppi di liberazione dai marchi. Forse ci sono anche amicizia, amore e odio, perchè in fondo dietro agli avatar (versioni virtuali del corpo) ci sono persone vere, che indossano una maschera come la indossiamo nella vita reale, ogni giorno.

Di sicuro, secondo Gerosa, in Second Life ci può essere creatività, e ce n’è molta. "In Second Life si può volare, ma non rischiamo di volare basso: questo mondo ha potenzialità decisamente più estreme di quelle conosciute oggi, è un mondo diversificato e difficile da scoprire, ma nel quale è possibile scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno (…) questa forse è l’ultima terra inesplorata che ci rimane".

A parte le iniziative commerciali di marchi già noti, come Rbk o Gabetti, infatti, oggi su Second Life si possono trovare prodotti decisamente nuovi, originali, frutto della creatività di nuove generazioni. "Esistono linee di moda, modelli di design, edifici futuristici come quello di Wired, esperimenti di giornalismo e vera e propria arte, come l’impressionismo digitale".

E’ questa, allora, la nuova terra delle opportunità, "L’upgrade del sogno americano", come lo definisce lo stesso Gerosa? Sì, ma proprio con tutti i limiti del sogno americano stesso. Come ha ricordato oggi in conferenza, e come scrive anche nel suo bel libro edito da Meltemi, Mario Gerosa è realmente convinto delle potenzialità concrete di questa realtà, solo parzialmente virtuale. Ma proprio perchè ha potenzialità concrete, Second Life ha anche dei limiti ben precisi. Oggi in questo mondo manca l’ordine, mancano delle regole, e soprattutto manca un’autorità. Non necessariamente una realtà legale interna, ma anche una realtà culturale: "Manca ancora la presenza di critici e giornalisti in grado di scovare le novità, di dare un metro di giudizio", ha affermato l’autore, parlando di altri ostacoli come la presenza di una elite consolidata, e la difficoltà di imporsi in un mondo così chiassoso. Ma tutti, una volta entrati in questa Second Life, dopo un primo periodo di esplorazione tendono a costruirsi un personaggio, a creare una propria personalità, come veicolo necessario a farsi notare e sperare di emergere.

Una terra piena di opportunità e ostacoli, tutta da scoprire. Con la stessa dignità, e la stessa lentigginosa bellezza, della nostra First Life.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Maggio 2007
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