L’Oratorio di San Giacomo, un gioiello da scoprire
Il 10 e 17 giugno visite guidate per conoscere d apprezzare il ciclo pittorico e l'architettura del monumento, normalmente chiuso al pubblico
La Pro Loco Gerenzano e il Centro Culturale SS Pietro e Paolo, nell’intento di valorizzare il patrimonio artistico, culturale e storico del proprio territorio, offrono un’interessante opportunità per scoprire l’Oratorio di San Giacomo con due domeniche di visite guidate in compagnia di esperti.
Domenica 10 e domenica 17 giugno – dalle 15,00 alle 18,00 – il professor Sergio Beato, noto ricercatore storico, e lo studente universitario Giovanni Imparato (Facoltà Scienza dei Beni Culturali – Indirizzo Beni archivistici e librari), aiuteranno i gerenzanesi, ma non solo, ad approfondire la conoscenza della storia e dell’arte del proprio territorio, per avvicinarsi alla bellezza del ciclo pittorico, della Pala attribuita a Agostino da Lodi e della stessa architettura dell’Oratorio.
«Le bellezze dell’Oratorio di San Giacomo meritano sicuramente l’interesse di quanti, pur non residenti a Gerenzano, amano e apprezzano l’arte – spiega la presidente della Pro loco Bernardina Tavella -Quest’anno proporremo a quanti vorranno onorarci con la loro presenza, anche una particolare serie di “Maria Bambina”, di grande interesse».
L’Oratorio di San Giacomo (dichiarato monumento nazionale) si presenta oggi, nelle sue forme rinascimentali ben evidenziate dal restauro conservativo effettuato negli anni ‘90, ma la sua storia è molto più antica.
Tradizionalmente si fa risalire alla volontà di Giacomo Fagnani la decisione di costruire una chiesa in onore del Santo Apostolo, costruzione avviata nel primo decennio del XVI secolo. Osservando tutto l’insieme del complesso ancora materialmente unito, Chiesa e Cascina, si possono notare alcuni elementi che giustificano l’indicazione di un insediamento precedente, come la struttura del portico di forme assai arcaiche, di quella che un tempo poteva essere l’abitazione del cappellano, o la struttura del campanile, che rimanda, per certe soluzioni costruttive, come gli archetti pensili, a richiami di gusto ancora goticheggiante, se non addirittura tardo romanico.
All’interno una serie di affreschi e decorazioni (attribuibili a Marco d’Oggiono) particolarmente interessanti, nella grande aula e sul soffitto, coperto da voltine pensili, affrescate con motivi floreali e
la Pala di San Giacomo l’opera più importante dell’Oratorio. Il dipinto è stato attribuito a Giovanni Agostino da Lodi, un pittore lombardo attivo tra la fine del ‘400 e i primi del ‘500.
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