“A Milano lo Stato investa su metro e ferrovie”
Legambiente, in vista dell'incontro tra Di Pietro, Comune e Provincia, ribadisce che la priorità deve essere il trasporto pubblico e non la costruzione di nuove autostrade
Ampliare e migliorare il trasporto pubblico deve essere la priorità per risolvere l’annosa questione della mobilità a Milano. Lo ribadisce Legambiente in vista dell’incontro in programma per domani a Palazzo Marino tra Comune, Provincia e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Antonio Di Pietro.
«Ci aspettiamo – spiega Andrea Poggio vicedirettore nazionale di Legambiente – che lo stanziamento dei finanziamenti da parte dello Stato preveda la costruzione di nuove linee metropolitane come la 4 e la 5. Poi un nuovo collegamento tra le città dell’hintyerland, Paullo Vimercate e Milano, come lo stesso Di Pietro aveva promesso mesi fa».
Per Legambiente è inutile e dannoso che la Regione Lombardia e il Ministro Di Pietro sprechino soldi pubblici per la costruzione di nuove autostrade. Un esempio su tutti è quello della Brebemi che collega la periferia di Brescia con l’hinterland milanese. Agire sul trasporto pubblico infatti, significa diminuire il numero di veicoli su strada e quindi alleggerire il traffico sulle vie che ci sono già con conseguenti benefici per l’ambiente e la mobilità dei cittadini. Secondo i dati prodotti dalla Regione, infatti la Brebemi e la Tem (Tangenziale est di Milano) innestandosi sulla Cassanese e la Rivoltana per raggiungere Milano, provocheranno un aumento di traffico superiore al 60% su queste due strade. Ciò significa che entrerà nell’area milanese un flusso di quasi 80.000 veicoli in più al giorno.
Inoltre la proposta di un ticket autostradale per finanziare il potenziamento del trasporto pubblico (nuove metropolitane e più treni sulle linee S ma anche, da subito, corsie riservate per le autolinee), può servire da parziale antidoto contro l’aumento del traffico che verrà indotto dalla realizzazione delle nuove autostrade.
Il ticket di Penati sull’ingresso in tangenziale va sicuramente nella direzione giusta, ma occorre anche intervenire in modo più selettivo sul trasporto delle merci, considerando il contributo in termini di emissioni atmosferiche dei mezzi pesanti. In Svizzera un TIR Euro2 da 30 tonnellate paga già oggi oltre 50 centesimi a chilometro su tutta la rete viaria (non solo autostradale), e questa tassa serve a finanziare il potenziamento della ferrovia. E allora una soluzione potrebbe essere seguire l’esempio svizzero per togliere dalle autostrade i trasporti di lunga percorrenza rafforzando le infrastrutture e i servizi del trasporto ferroviario.
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