Aiuole al posto dei parcheggi, ed è subito polemica
La rivoluzione viabilistica nel centro storico non convince, così come i cambiamenti non annunciati al progetto di piazza Vittoria da dove scompaiono i parcheggi
Spuntano quattro sensi unici, spariscono quindici parcheggi, crescono le polemiche. Nessuna magia, però: a Gemonio è il nuovo piano viabilistico legato alla ristrutturazione di piazza Vittoria a far discutere i cittadini.
I fatti in breve: nel marzo scorso il cuore del paese iniziò la propria metamorfosi. In programma vi era la sistemazione del cortile antistante l’ufficio postale con la costruzione di un "terrazzo" e di uno scivolo per disabili, il rifacimento degli ambulatori comunali e quello della pavimentazione della piazza. Da allora i lavori proseguono, con ripercussioni sulla viabilità visto che la zona è stata chiusa completamente al traffico.
Con il passare del tempo però il progetto ha subito una serie di variazioni che, oltre a far lievitare i costi (inizialmente, stando al cartello esposto in loco, si trattava di 160mila euro, mai confermato direttamente da Sindaco e assessore), stanno facendo discutere assai. Da piazza Vittoria sono infatti letteralmente scomparsi una quindicina di posti d’auto, sostituiti da un’aiuola centrale e da un non ben definito spazio pubblico nella zona a fianco della scalinata.
Parcheggi che, promettono gli amministratori, saranno ricreati tra via Garibaldi e via Cellina, le due strade che con la piazza sono ora al centro della polemica. Già, perché in quelle vie è stato istituito dal 2 luglio un senso unico alquanto contestato. La percorrenza è ora infatti limitata solo in salita: in questo modo è stato creato un "ring" che si completa con la ripida e strettissima via Indipendenza (in discesa). Un percorso che costringe a giri tortuosi e tutto sommato poco logici per attraversare il paese, anche perchè il borgo si snoda su una collina tagliata in gran parte da strade strette e tortuose. Un esempio? Per andare dall’asilo alla piazza (circa 300 metri) con un furgone è ora obbligatorio percorrere un lungo giro di oltre un chilometro che passa per le scuole (vie Trieste o Mazzini, Castelli, Roma, Battisti, Curti, Trento, Jemoli): impossibile infatti con un mezzo commerciale delle dimensioni di un "Ducato" scendere da via Indipendenza oppure avventurarsi tra le vie Montegrappa, Artieri e Marsala, un dedalo di spigoli, curve e muretti degno di una pista di bob. Tra l’altro alcuni cartelli – che segnalano una strada senza uscita e non un più corretto divieto d’accesso – sono sbagliati.
Anche la questione parcheggi non è da sottovalutare: sulla piazza insistono la chiesa parrocchiale, la posta, l’oratorio, due negozi, un bar, una pizzeria (in parte), un’estetista, due ambulatori oltre al vicino Museo Bodini che non ha posti auto propri. Vero è che i nuovi spazi non sorgeranno lontano, altrettanto vero però che saranno posizionati in posizione meno comoda e più defilata. Creare uno spazio pedonale limitando la possibilità di arrivarvi non sembra la migliore delle scelte possibili.
Inoltre, e forse è la cosa più grave, di tutte queste modifiche non si è mai parlato né in consiglio comunale (se non a cose parzialmente fatte, venerdì scorso: la minoranza sta affilando le armi) né in pubblico; una scelta legittima a rigor di legge, ma apparsa decisamente inopportuna. Anche perché, se proprio era necessario varare il sistema dei sensi unici, si poteva almeno attendere la riapertura di piazza Vittoria: iniziare in anticipo sta solo aumentando i disagi.
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