Piazza di Gemonio, quante pecche!
L'ex vicesindaco Guelfo Ravani interviene nelle polemiche sorte durante la ristrutturazione di piazza Vittoria
Non si placano le polemiche sulla ristrutturazione a Gemonio di piazza Vittoria, il centro del paese arroccato in collina, all’imbocco della Valcuvia. Oggi riceviamo e pubblichiamo la lettera di Guelfo Ravani, per lunghi anni vicesindaco nella giunta guidata da Antonio Franzetti.
Caro direttore
ho letto l’intervista rilasciata a Varese News dal Sindaco Felli in merito ai lavori di ristrutturazione del centro storico. Avendo lo stesso affermato che questa era anche un’idea dell’Amministrazione precedente, ritengo necessario fare alcune precisazioni e considerazioni al riguardo.
In effetti diversi anni orsono la passata Amministrazione, di cui ero vicesindaco, aveva commissionato alla Università tedesca di Darmstadt, presso la quale insegnava anche lo scultore gemoniese prof.Floriano Bodini, proposte di soluzioni di ristrutturazione di piazza Vittoria elaborate dagli studenti della facoltà di architettura.
Dopo aver valutato i plastici di alcune ottime soluzioni prospettate si era deciso di soprassedere ad un così importante e delicato intervento nel centro storico in attesa di accantonare i cospicui fondi necessari per fare un lavoro degno, che si inserisse nel contesto storico-urbanistico del paese e durasse nel tempo.
Con questa necessaria premessa cerco di entare nel merito dell’intervista rilasciata dal primo cittadino:
– Il sindaco ha dichiarato che in corso d’opera sono state modificate parti del progetto originario. Già questa ammissione conferma i dubbi che l’attuale amministrazione non avesse le idee chiare di cosa stesse facendo per ristrutturare la già piccola unica piazza di Gemonio e anche non cosciente delle possibili conseguenze, per certi aspetti anche dannose, per la complessiva fruibilità dei cittadini.
– Perché non sono stati coinvolti in sede di progettazione i diversi professionisti che ci sono in paese per valutare i loro consigli e le loro proposte tecniche?
– Perché non sono stati sentiti i commercianti e gli esercenti dei pubblici esercizi che danno dei servizi utili e indispensabili per i cittadini?
– Perché non sono stati coinvolti i Consiglieri delle minoranze che rappresentano largamente più della metà della popolazione di Gemonio?
– Perché non è stata fatta una pubblica assemblea per illustrare il progetto esecutivo, che era stato approvato solo dalla Giunta Comunale, per dar modo ad ognuno di esprimere una propria considerazione al riguardo?
Nell’ultimo secolo e mezzo le trasformazioni operate nella piccola piazza sono state molteplici e le più significative credo siano quelle effettuate dal 1960 in poi con l’abbattimento dei fabbricati ex-Cerutti, ex Oratorio parrocchiale e quelli d’angolo tra Via Jemoli e Via Volturno (ove ora esiste la casa della gioventù). Penso che una corretta amministrazione comunale, prima di dar corso ad una ristrutturazione così importante, avrebbe dovuto valutare più attentamente i costi, i benefici e i disagi derivanti ai cittadini, ai commer cianti e al sistema dei servizi e delle pubbliche relazioni.
Prima di decidere la soppressione del parcheggio auto in piazza si sarebbe dovuto creare in zona un nuovo adeguato posteggio (ad esempio costruendo un terrazzo a sbalzo subito a destra dopo il negozio della rivendita giornali). Una piazza rimessa a nuovo, con gusto estetico ed architettonico discutibili, servirà a poco se il suo effetto contribuirà a far agonizzare i pochi negozi e pubblici esercizi rimasti al servizio del paese, con la conseguenza di vedere allontanarsi anche quelle persone che si muovono ancora in ambito locale per i loro acquisti e per i loro momenti di socializzazione.
Queste mie modeste valutazioni non hanno la pretesa di insegnare nulla a nessuno, sono semplici considerazioni di un cittadino che vuol bene a Gemonio e che si è limitato ad esternare e a farsi interprete delle molte lamentele che circolano in paese.
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