Interrogato Limido, il naziskin non risponde al gip

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il giovane arrestato dalla Digos, coinvolto nell'inchiesta bolognese su reati a sfondi razziale

Si è avvalso della facolta di non rispondere Alessandro Limido, 28 anni, il naziskin varesino, figlio dell’ex calciatore del Varese e della Juventus Bruno Limido, accusato di far parte di una associazione per delinquere con intenti xenofobi. Il giovane è stato ascoltato questa mattina dal gip Giuseppe Battarino nel carcere dei Miogni dove si trova rinchiuso da venerdì. 
L’avvocato del ragazzo, Daniele Bertaggia, ha spiegato che prima bisognerà vedere la «copiosa documentazione prodotta dall’ accusa», ma ritiene l’ipotesti di reati associativi «insussistente» e ha chiesta una attenuazione della misura cautelare; l’interrogatorio si è concluso in pochi minuti, tutti gli atti sono stati inviati al gip di Bologna.
Limido è l’unico incarcerato insieme ad Alessandro Carapezzi, 34 anni di Sasso Marconi; anche quest’ultimo, a Bologna, non ha risposto alle domande. Nei prossimi giorni saranno terminati gli interrogatori degli altri indagati.

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Pubblicato il 06 Agosto 2007
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