“Boia chi molla a chi?”
Erica D'Adda, segretaria dei DS bustesi, e Jacopo Bolis di Sinistra Giovanile fustigano la reazione dei consiglieri di An Lattuada e Pellegatta dopo l'indagine della Digos che ha coinvolto il primo
Riceviamo e pubblichiamo
Abbiamo aspettato con pazienza, per tutta la giornata, una qualche parola.
Con pazienza, senza asprezza, senza giudizi preventivi.
Più della preoccupazione è valsa la nausea nei confronti di persone che ancora oggi possano sentirsi vicini a una ideologia demente, madre di assassini alienati.
Gli epigoni dei quali ogni tanto ricompaiono come schizzi di fango sui muri dell’indifferenza e dell’affievolita memoria storica.
Il “Checco” locale considera quelle, tutto sommato, “persone tranquille”. Frequentabili.
C’è bisogno di preoccuparsi di chi inneggia al nazionalsocialismo hitleriano? Figuriamoci.
Al più il nostro si preoccupa di essere oggetto di qualche “strumentalizzazione politica” (sic!) e spera che “qualche avversario in consiglio comunale riconosca la sua innocenza”!
(Spiegategli, per cortesia, che quello è compito del tribunale, non del consiglio comunale).
Veniamo a sapere che tutti leggono tutto, e il contrario di tutto, che frequentano persone di ogni credo e pensiero, il diritto e il rovescio, e che vogliono confrontarsi sulle cose serie.
Pellegatta chiosa il finale della conferenza stampa per i duri d’orecchio: “Boia chi molla!”.
Alla sua età, consigliere…la guerra l’ha già persa, davvero, provi a verificare.
E però.
Ne avessero detta un’altra, di parola.
Una parola sola, e sarebbe stata sufficiente per confermare che si dissociano personalmente da quelle ideologie, che la sola idea di essere messi sullo stesso piano di personaggi simili suscita la loro avversione. E su questo rivendicare la propria estraneità ai fatti.
Questo vorremmo aver sentito, consigliere Lattuada.
Delle dimissioni c’importa proprio niente.
E’ ancora in tempo, si è sempre in tempo.
Le farebbe onore.
Ci auguriamo di sentire questo nei prossimi giorni. Poi trarremo le debite conclusioni.
Dovranno trarle anche i suoi alleati politici.
E il nostro primo cittadino, che dovrebbe sentirsi indignato, oltre che giustamente preoccupato.
Che dirà al suo amico Magdi Allam?
"Viva Israele” e chi ha bruciato i suoi figli?
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