Comune-islamici, l’accordo rinviato mette a rischio il dialogo

Infuriata l'avvocato della comunità musulmana Bruna Tatiana Ruperto: "I fedeli di Allah si sentono presi in giro, inspiegabili i continui rinvii"

Questione Ramadan, a Gallarate infuria la polemica. Ad alzare la voce è l’avvocato della comunità islamica Bruna Tatiana Ruperto che non ha digerito la decisione della prefettura di Varese di voler attendere le deliberazioni della giunta gallaratese che si riunirà solo lunedì 16 settembre. Sembrava tutto fatto a sentire il legale dei musulmani, ma la richiesta di specificazioni su un punto dell’accordo ha fatto slittare tutto: «Invece che velocizzare le decisioni – attacca la Ruperto -, il Prefetto accoglie le richieste di procrastinare ancora una volta la firma dell’accordo. Di giunte ne hanno fatte tre e di queste cose ne hanno parlato abbondantemente. Lo scorso 13 settembre abbiamo atteso fino alle 19 una comunicazione; io ho risposto la mattina del 14 chiedendo maggiori indicazioni sui costi e sui termini economici di due punti (quelli che riguardano le tensostrutture per il Ramadan e per i successivi sei mesi di preghiera, ndr) lasciati in bianco nella bozza inviatami: ho chiesto solo chiarimenti, senza modificare nulla; su un altro punto, il decimo, invece ho tenuto a precisare che la comunità un luogo privato acquistato appositamente per la preghiera ce l’ha già e quindi la richiesta di cercarsi un luogo idoneo da parte dell’amministrazione comunale non poteva dimenticarsi di questo aspetto: ho anche precisato che sarebbe stato impegno formale dei musulmani lavorare per richiedere il cambio di destinazione d’uso per lo stabile di via Varese al fine di regolarizzare la propria posizione».  

Secondo l’avvocato Ruperto, l’accordo (di cui si conoscono solo alcuni aspetti, come appunto quelli che riguardano le tensostrutture per la preghiera nel mese sacro all’Islam e per i sei mesi successivi, la richiesta del Comune alla comunità di chiedere scusa per le parole pronunciate nel corso di alcune omelie, di impegnarsi a trovare un luogo idoneo per pregare e l’invito a non ritrovarsi più per strada né di venerdì né in altre occasioni) sarebbe dovuto essere sottoscritto questa mattina, sabato 15 settembre, alle 11 in prefettura a Varese: non è andata così, perché il Prefetto ha deciso di attendere la giunta alla quale il sindaco di Gallarate Nicola Mucci illustrerà i termini dell’accordo con la comunità islamica dopo le numerose comunicazioni intercorse triangolando con Prefettura e rappresentante legale dei musulmani.  

Non ci sta però l’avvocato Ruperto: «Ancora una volta verba volant – commenta -. Si dice che si vuole tutelare l’ordine pubblico e poi si lascia una comunità religiosa intera a pregare altri tre giorni per strada (il Ramadan è cominciato ufficialmente lo scorso 13 settembre, ma i fedeli di Allah si trovano in via Peshiera da inizio settimana, ndr) e in più si fa andare sul posto anche la Polizia Locale che commina multe perché alcuni posano i tappeti a terra. Il Prefetto poi si adegua ai tempi della giunta gallaratese, mentre dovrebbe essere lui in prima persona a velocizzare la soluzione della questione, dato che è il massimo tutore dell’ordine pubblico e del bene dei cittadini. La trattativa a questo punto è a rischio: non si può continuare a rinviare, pensando che tanto i musulmani accettano tutto. I rappresentanti della comunità si sentono presi in giro dopo aver accolto tutte le richieste avanzate dal Comune. L’inefficienza da parte delle istituzioni è palese, a questo punto mi riservo di spostare il tiro più in alto, coinvolgendo politici di caratura nazionale». La speranza, ancora una volta, è che prevalga il buon senso.

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Pubblicato il 15 Settembre 2007
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