“O si amplia la zona industriale o ce ne andiamo”
L’Alta, che conta più di 70 dipendenti, è in attesa da 5 anni per ingrandirsi e ora minaccia di andarsene. Ancora non definitivo il progetto di ampliamento dell’area produttiva tradatese
Un’azienda storica rischia di lasciare la zona industriale di Tradate. Si tratta della Alta, più di 70 dipendenti, produttrice di pompe meccaniche, che da cinque anni è in attesa di un ampliamento. Ingrandimento della zona industriale in fase di progettazione da diversi anni che non ha un ancora un via libero definitivo da parte della Provincia, oggi ente designato all’approvazione finale del progetto (prima era la Regione). La dirigenza dell’Alta infatti, stufa di aspettare, starebbe infatti pensando di trasferirsi altrove, più precisamente nel vicino comune di Locate Varesino, in provincia di Como.
L’Alta è presente a Tradate ancora da quando non esisteva una vera e propria zona industriale. Poi la crescita durante gli anni, fino ad arrivare all’esigenza di nuovi spazi. Richiesta che si aggiunge alle numerose già presenti sul tavolo degli amministratori tradatesi.
La zona industriale di Tradate occupa un terreno di oltre 650 mila metri quadri e l’idea iniziale dell’amministrazione Candiani era quella di creare un polo da un milione di metri quadri. Ampliamento “definitivo”, come più volte dichiarato dal sindaco, calcolato in base alle richieste giunte dal territorio, in base anche alla politica di delocalizzazione delle aziende dai centri storici della città.
Oggi in Comune vi sono richieste di spazi “industriali” da parte di aziende per almeno 200 mila metri quadri. Ma è tutto fermo, in attesa dell’ampliamento. Il comune ha presentato il progetto in Provincia nelle scorse settimane, ma pare che i tempi siano ancora lunghi.
“Il pericolo che l’Alta decida di andarsene dal territorio tradatese potrebbe essere un brutto campanello di allarme – commenta il sindaco Stefano Candiani -. Si perderebbe una risorsa per il territorio, sia in termine di produzione industriale, sia in termine di occupazione. Stiamo facendo il possibile perché ciò non accada, cercando di sensibilizzare gli enti preposti alle autorizzazioni finali. Ma con tutti questi ritardi mi chiedo anche cosa possano dire le associazioni di categoria come Univa su una situazione come quella della zona industriale di Tradate”.
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