I parenti dei pazienti in coma chiedono risposte

L'Associazione "Silenzio è vita" ha donato un'autoclave al reparto "comi" della Fondazione Molina. È stata l'occasione per chiedere più chiarezza sul futuro dell'assistenza

Sono 14 i pazienti in stato vegetativo curati al secondo piano della Casa Caravatti della Fondazione Molina. A loro, meglio, al loro reparto, l’Associazione "Silenzio e vita" ha donato un’autoclave che si aggiunge all’attrezzatura già in dotazione al reparto per la sterilizzazione degli strumenti di medicazione.

La donazione è stata l’opportunità di fare il punto della situazione normativa alla scadenza del secondo anno di proroga di una sperimentazione avviata dalla Regione Lombardia: « A poco più di un mese dalla fine dell’anno – ha spiegato dil direttore della Fondazione Sergio Segrini – ancora non abbiamo ricebvuto indicazioni precise su quali saranno le future linee guida. Per noi è un problema soprattutto organizzativo e di programmazione, ma per i parenti è situazione preoccupante, dato che non sanno cosa succederà dal prossimo prmo gennaio».

Nel 2000, la Regione decide di affidare ad alcune strutture residenziali socio assistenziali (nella nostra provincia furono la Fondazione Molina di Varese e la Camelot di Gallarate per i casi più gravi e una dozzina di altre RSA per quelli di monori gravità) la cura dei pazienti in stato vegetativo. Il contratto stipulato con le singole realtà venne poi modificato nel 2003 con un progetto sperimentale: le RSA vennero sostituite da Istituti di Riabilitazione general-geriatrica. Quel rapporto, che doveva durare tre anni, venne poi prorogato sia nel 2006 sia nel 2007 sempre a scadenza d’anno. Davanti alle critiche dei parenti per questa situazione provvisoria nel maggio scorso la regione decise di ritornare sui suoi passi, riassegnando alle RSA la gestione dei "comi" stanziando 20 milioni di euro. Nel giugno scorso, è stato fatto anche un censimento dei pazienti assistiti.

«Dopo quell’iniziativa però – ha spiegato la dottoressa Roberta Azimonti responsabile dell’Unità operativa al Molina – non abbiamo più saputo nulla. Sappiamo che una commissione di tecnici ha lavorato per predisporre una nuova regolamentazione, ma sarebbe più tranquillizzante per tutti avere certezza di cosa accadrà: la Regione si appoggerà di nuovo alle RSA, ma non sappiano se ci dovranno essere nuclei dedicati, se si suddivideranno i pazienti in base alla gracvità o in base all’età».

L’attesa per quello che succederà dal primo gennaio cresce, mentre aumenta anche il numero dei pazienti in stato vegetativo che non hanno trovato risposta sul territorio: da quando è uscita la nuova delibera, il vecchio progetto ha concluso uìil suo corso, cosìsolo oltre sei mesi che le persione in coma non vengono ricoverate. Attualmente al Molina ci sono 14 persone in stato di coma vegetativo: sette ricoverate prima del 2006 su indicazione dell’Asl, due provenienti dal Piemonte e cinque privati.

A sollecitare chiarezza sul tema c’erano questa mattina la presidente dell’associazione "Silenzio è vita" Giuliana Fumagalli con alcuni parenti di pazienti in stato vegetativo e Adele Patrini, che è inoltre presidente dell’associaizone Caos: « Sono in entrambe le onlus perchè è importante che chiunque si prodighi nel volontariato sostenga anche le altre associaizoni, per creare una rete solidale».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Novembre 2007
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