Malpensa, una risorsa che rischia di restare “scollegata”

Al Collegio de Filippi si è parlato dell'aeroporto e del suo futuro: infrastrutture e privatizzazione al cento del dibattito

Malpensa è una risorsa per Varese, la Lombardia e il paese. Su questo punto l’accordo fra i partecipanti al convegno organizzato dalla Cisl è totale. Sulla strada invece da percorrere, il dibattito è ancora aperto. Un’occasione di discussione è arrivata oggi venerdì 30 novembre al Collegio de Filippi su iniziativa di Cisl – Varese: al tavolo dei relatori docenti esperti di infrastrutture, politici regionali, Sea e naturalmente il sindacato.
«Abbiamo organizzato questa iniziativa – spiega la segretaria provinciale di Cisl Carmela Tascone (nella foto) –  perché si dà poca importanza alle decisioni prese negli ultimi tempi. Malpensa era una novità che poteva fare la differenza per Varese, ma se l’opportunità cade tutto perde consistenza». Il riferimento è alla crisi di Alitalia che pochi mesi fa ha annunciato la riduzione dell’offerta di voli da Malpensa e questo, per lo scalo varesino, significa perdere la sua caratteristica di hub. Con Alitalia infatti se ne vanno i voli intercontinenatali oltre a tutti quei voli di breve tratta che trasportano a Malpensa i viaggiatori in partenza per destinazioni lontane.

Tradotto in numeri lo scenario è quello descritto da Anna Gervasoni, docente Liuc e Roberto Zucchetti (nella foto, primi due da destra), di Certet (Centro per le politiche regionali della Bocconi) e sindaco di Rho. «Rispetto alle previsioni che avevamo fatto nel 1995 – spiega Gervasoni – Malpensa è cresciuta molto di più e ha aiutato il territorio ad ammortizzare la crisi del settore manifatturiero». Questo però non significa che non ci siano problemi, anche rilevanti. «L’accessibilità all’hub è ancora problematica – spiegano Gervasoni e Zucchetti -. Malpensa si trova in una posizione strategica: non è dentro i grandi corridoi della viabilità, ma è vicino. Per ricadute economiche positive sul territorio bisogna avere dei collegamenti diretti: non ha senso avere la Fiera di Rho Pero, se su Malpensa non ci sono voli internazionali e collegamenti efficienti fra l’aeroporto e i grandi centri. Alitalia non è stata capace giocare in attacco e ora abbandona, ma questa ricchezza va difesa». Stesse parole nell’intervento inviato da Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, che ha consigliato di guardare con fiducia alla privatizzazione di Alitalia.

Anche Dario Ballotta, segretario generale Fit Cisl, affronta fra le altre la tematica del futuro di Alitalia. «Malpensa non è un problema di Varese, ma nazionale. In Europa siamo primi per dotazione di infrastrutture aeroportuali, ma ultimi per gestione di passeggeri e merci: i nostri problemi sono scarsa qualità, poca preparazione e disorganizzazione. A questo punto bisogna chiedere a Sea di investire e di fare sacrifici nel breve periodo e guardare alla privatizzazione come una tappa obbligata». Pronta la risposta di Giuseppe Bonomi (nella foto, al centro), presidente di Sea che si definisce un irriducibile di Malpensa. «Sea ha investito, ma sulla scia di assicurazioni fatte da Alitalia: senza la presenza, cambia la tipologia di aeroporto e Malpensa perde la sua accessibilità internazionale. Sappiamo che abbiamo di fronte un periodo difficile, ma c’è già un piano virtuoso in atto che potrebbe anche portare all’arrivo di un nuova compagnia aerea di riferimento». 

Se quindi Giovanni Brugnoli, vicepresidente Univa, ricorda che «si parla di Malpensa solo a quando ci sono difficoltà, ma l’aeroporto varesino è un moltplicatore di sviluppo e un volano per l’economia della nostra area: questo è il motivo per investire e puntare su di essa». Ma, punta ancora l’attenzione Stefano Tosi consigliere Regione Lombardia, oltre al problema Alitalia resta il nodo delle infrastrutture. «La Malpensa-Boffalora doveva essere pronta a settembre 2007: bisogna introdurre una nuova cultura del rispetto degli obiettivi».

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Pubblicato il 30 Novembre 2007
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