Perseguitata da un maniaco per mesi. Era il vicino di casa

Seguita ovunque attraverso GPS piazzati sotto la sua macchina. Unica "colpa" della ragazza aver rifiutato un invito a cena tre anni prima

Seguita in ogni momento della giornata, spiata con un cannocchiale a raggi infrarossi di notte, insultata con biglietti attaccati ai pali della luce e con scritte fatte con la vernice fosforescente. Sono stati otto mesi da incubo per una giovane donna varesina che aveva commesso un unico errore: rifiutare l’invito a cena di un vicino di casa.
La vicenda sembra uscita da un film giallo dalla trama nemmeno troppo originale. Certo è che per la protagonista della disavventura è stato un incubo fino a quando gli agenti della squadra Mobile di Varese non sono riusciti a dare un nome e un volto al suo persecutore.
Tutto è cominciato a marzo di quest’anno. Una donna di 27 anni, residente a Varese, comincia a ricevere telefonate strane ad ogni ora del giorno. Fuori casa, e vicino al posto di lavoro, trova biglietti che la insultano; su un sito internet compare il suo numero di telefono come fosse l’annuncio di una prostituta. N
ei giorni a seguire qualcuno le riga la macchina e poi con una vernice fosforescente scrive parolacce a caratteri cubitali.
Chi è l’anonimo molestatore? Alla Polizia la ragazza rivela un particolare a cui non aveva prestato attenzione. Poco prima che iniziassero le minacce la donna era andata dal carrozziere che, sollevando la macchina sul ponte, aveva notato un oggetto grande quanto un cellulare provvisto di calamita.
“Questo deve essere suo” dice il carrozziere. La ragazza non capisce di che cosa si tratti ma poco dopo iniziano le minacce.
Qualche giorno fa, sotto l’auto del fidanzato, ne trova un altro simile.  Ed è a questo punto che decide di tornare dalla Polizia. Racconta ai funzionari della Squadra Mobile che cosa le stia accadendo e mostra il piccolo “oggetto” trovato sotto l’auto. Gli agenti lo riconoscono subito: si tratta di un GPS, uno strumento per seguirla in ogni suo movimento. E sarà proprio il GPS ad incastrare il “maniaco”.
Il piccolo strumento satellitare ha un’autonomia scarsa: tre giorni appena poi la batteria si scarica e deve essere sostituito. Non solo, per sapere quali spostamenti la donna e il fidanzato hanno fatto, chi ha collocato il GPS deve recuperarlo e scaricare le registrazioni sul computer.
Prima che si decida come procedere anche l’auto del fidanzato della ragazza viene danneggiata. A quel punto la Squadra Mobile chiede al fidanzato di non rimuovere il GPS e monta una telecamera per riprendere l’auto parcheggiata. Passano pochi giorni e un giovane si avvicina, fa qualche giro intorno alla vettura poi si piega ad estrarre qualcosa da sotto. Riconoscerlo a quel punto non è difficile: abita nella stessa via della giovane, a Varese, qualche civico più in là, vive con i genitori e fa il commerciante. La sua casa viene perquisita. Nel suo appartamento gli agenti trovano e sequestrano un cannocchiale a raggi infrarossi, un filmato con la ragazza che fa il bagno in costume al lago, etichette adesive, vernice e altri due GPS dello stesso modello (che si possono tra l’altro acquistare su Internet a 400 euro).
L’uomo è stato portato in questura ed interrogato: tra le lacrime non ha potuto negare e si è giustificato dicendo che  tre anni fa aveva invitato la sua vicina  a mangiare una pizza e lei aveva rifiutato. Quando poi, qualche mese fa, lei si era fidanzata, lui ha perso la testa.
“Non ha capito le mie intenzioni serie – ha detto anche – Ma forse io ho esagerato”. Ora è stato denunciato a piede libero: dovrà rispondere di minacce aggravate, danneggiamento, molestie, ingiuria, diffamazione.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Novembre 2007
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