Una fondazione anche per l’arte
Mucci vuole decidere a breve la forma con la quale sarà gestita la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea: replicare il successo dei teatri è l'obiettivo
Fondazione sotto il controllo del Comune o ente istituzionale a tutti gli effetti? Il futuro della Galleria d’arte moderna e contemporanea di Gallarate presto sarà deciso. A scegliere la tipologia con la
quale la prestigiosa Gam verrà amministrata nel prossimo futuro sarà il primo cittadino Nicola Mucci, che si augura di portare già ad inizio della prossima settimana la questione in giunta. Se infatti per quanto riguarda la sede tutto procede secondo i piani e, superato qualche piccolo intoppo che si è verificato in fase di costruzione, la nuova struttura di via De Magri sarà inaugurata tra giugno e ottobre del prossimo anno, e se l’incarico di consulenza allo storico dell’arte Philippe Daverio è stato ratificato dalla giunta gallaratese (incontrerà membri della commissione Cultura martedì prossimo), restano ancora dei dubbi su quella che sarà la natura della nuova Gam, destinata a diventare un vero e proprio punto di riferimento per l’arte che conta non solo in provincia di Varese ma in tutto il Nord Italia. I pro e i contro ci sono ponderando entrambe le ipotesi: la sensazione è che la spunti la Fondazione, che darebbe il concreto vantaggio della maggior libertà di azione degli organizzatori, vincolati sì dal legame con l’amministrazione comunale, ma più autonomi nelle scelte rispetto ad una soluzione più “tradizionale”. L’esempio dell’ambito culturale, grazie soprattutto al lavoro di uomini di indubbio valore scelti da Mucci e colleghi per gestire la Fondazione Culturale 1860 Gallarate
città onlus, presidente Mario Lainati in testa, senza dimenticare le due anime Adriano Gallina e Diego D’Auria, fa infatti pendere la bilancia verso una fondazione bis, con uno statuto suo, la possibilità di attingere a fondi comunali destinati ad hoc e quella di ricercare sponsorizzazioni esterne di privati, che nella cultura sono arrivate copiose e visti i progetti in campo artistico gli amministratori gallaratesi si augurano possano essere indirizzati anche nella Gam. Nella scelta finale peserà, oltre al parere del primo cittadino, che ha avocato a sé l’ultima parola, anche il parere dell’attuale direttrice e figlia del fondatore della Gam, Emma Zanella, dell’assessore alla Cultura Raimondo Fassa, buon conoscitore delle cose artistiche e curioso visitatore di mostre in giro per l’Europa, e ovviamente quello del nuovo collaboratore di Palazzo Borghi, Philippe Daverio appunto, assunto senz’altro per dare utili consigli, ma anche per attirare su Gallarate l’interesse del mondo dell’arte che conta e perché no degli investitori privati: in molti si dicono convinti che si faranno avanti per ripercorre la strada dei mecenate di un tempo. A Gallarate ne sarebbero ben felici.
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