Volandia, l’anteprima di un sogno

Le storiche officine della Caproni aperte per mostrare i primi velivoli del parco museo. In esposizione anche il primo aereo volato sui cieli di Malpensa

Sorgerà nei luoghi dove è nata l’industria aeronautica italiana e dove ancora si respirano i ricordi del primo volo compiuto nel 1910 sopra i cieli di Gallarate, il parco museo di Volandia. Proprio lì, nelle storiche officine della Caproni, questa mattina è stata presentata l’anteprima del museo che verrà. Un progetto voluto dai sindaci di Vizzola Ticino, Ferno, Somma Lombardo, Samarate e Lonate Pozzolo ma anche da Finmeccanica, dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Varese.
«Volandia – ha spiegato Giorgio De Wolf, in veste di presidente della Fondazione Museo Aeronautica – è nata per colmare un vuoto. Quello di un luogo che celebrasse le industrie del territorio che hanno fatto di Varese "La provincia con le ali"». Quelle industrie erano oggi rappresentate dai loro velivoli: Agusta, Aermacchi, Siai Marchetti, Caproni.

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«Nel 2003 – ha aggiunto il presidente della provincia Marco Reguzzoni – al Columbus day di New York, sfilarono i gioielli dell’industria aeronautica lombarda. Ed erano tutti di Varese. Lì si è iniziato a parlare dell’importanza di avere sul territorio un luogo come Volandia».
Ma l’idea di dare vita a un parco dedicato alle protagoniste del volo varesino ha radici ancor più remote. Le ha raccontate Giovanni Caproni, figlio del " pioniere" Giovanni Caproni che nel 1909 costruì ad Arco il suo primo aereo a motore, il Ca1, oggi esposto all’anteprima del museo: «Questo progetto è un sogno coltivato per molti anni da chi in questi luoghi ha lavorato per tutta la vita. C’è l’entusiasmo e la voglia di mostrare quello che è stato».

Le officine della storica azienda sorgono in un’area racchiusa nei comuni di Ferno, Lonate Pozzolo e Vizzola Ticino e sono oggi di proprietà dell’Agusta Westland. «Dovevamo decidere se fare qui il nostro headquarter o lasciare lo spazio al museo – ha spiegato Giuseppe Orsi, Ceo dell’azienda – ed è tuttora un dilemma. In ogni caso questo luogo diventerebbe il punto di riferimento dell’aeronautica mondiale. Ci siamo resi conto dell’interesse che la popolazione ha per il nostro mondo in occasione delle celebrazioni del centenario di Agusta: i 17 mila visitatori a Cascina Costa sono stati un indicatore significativo di quello che potrà diventare questo museo. Lancio anche una proposta, perchè non intitolare l’aeroporto di Malpensa a Giovanni Agusta? Sarebbe un modo per dire al mondo che l’aeronautica è la storia di questi luoghi».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 24 Novembre 2007
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