Natale tempo di giocattoli, ma occhio alla sicurezza
Uno su venti non è a norma. Varese è al terzo posto in Lombardia per importazioni di giochi dalla Cina
Scambio dei doni: la tradizione natalizia cui sono più legati due italiani su cento. E fra i regali molti saranno giocattoli, oggetto dei desideri dei più piccoli, ma anche potenziale fonte di rischio per i più piccoli. Facile infiammabilità, scarsa resistenza alla rottura e allo strappo, tossicità, eccessiva rumorosità o indicazione errata delle fasce di età sono alcune tra le infrazioni contestabili a fabbricanti e importatori.
Sulla sicurezza e conformità dei giocattoli agli standard europei vigilano fortunatamente enti nazionali e comunitari. Sono 1.746 i controlli in cinque anni effettuati dalla Camera di commercio di Milano per verificare la sicurezza e conformità alle normative di prodotti disponibili sul mercato. Il 12,3 per cento di questi controlli ha riguardato i giocattoli (215): 13 le sanzioni attribuite dal 2003, oltre una su venti.
Nell’ambito della propria attività di vigilanza la Camera di commercio di Milano procede al prelievo dal mercato di giocattoli, articoli tessili, prodotti elettrici che vengono sottoposti ad analisi in collaborazione con laboratori specializzati quali IMQ, Istituto Italiano Sicurezza Giocattoli, Istituto Masini, Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento e Stazione Sperimentale per la seta.
I giocattoli continuano ad essere i prodotti a maggiore rischio sicurezza. Quasi un prodotto altamente pericoloso su quattro riguarda proprio i giocattoli (221 notifiche alla Commissione Europea nel 2006, 24% del totale circa), l’80 per cento dei quali di provenienza cinese e il rischio maggiore è costituito dal soffocamento quasi nella metà dei casi. Nei primi sei mesi del 2007, la Lombardia ha importato giocattoli per oltre 203 milioni di euro, di cui quasi la metà proveniente dalla Cina, a fronte di esportazioni verso questo stesso Paese pari a poco più di 47mila euro. Il 76% delle importazioni di giocattoli made in China, per un valore di oltre 69 milioni di euro, è arrivato a Milano (il 31% del totale italiano). Tra le altre province lombarde, Como è seconda per importazioni di giocattoli cinesi con 9 milioni di euro e Varese e terza con oltre 4,3 milioni. Di provenienza europea il resto dei giocattoli che in prevalenza sono arrivati in Lombardia: tedeschi (16,4%), olandesi (8,9%) e inglesi (8,2%). Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su sondaggio Cedcamera, dati Istat 2007 e Rapex 2006.
«Questa dei controlli è una funzione di regolazione molto importante – ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – che la Camera di commercio svolge per un mercato più trasparente. Contraffazione e abusivismo sono un danno per le imprese, un furto per Stato, un crimine per la società: un mercato senza legge è un mercato ‘fuorilegge’».
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