Vigili in sciopero: “Siamo un comunello, altro che Busto grande!”
La polizia locale manifesta davanti a Palazzo Gilardoni per la scarsità di personale e i turni giudicati eccessivi
Adesione «quasi totalitaria» per lo sciopero dei vigili urbani di Busto Arsizio: lo comunicano gli organizzatori. Gli agenti della polizia locale scesi in agitazione si sono ritrovati in mattinata davanti a Palazzo Gilardoni per un presidio di protesta; le bandiere sindacali erano listate a lutto dopo la tragedia di Torino e l’incidente mortale sul lavoro di ieri a Caravate, nel Varesotto.
Sul piatto, come sempre, la questione dell’organico ridotto all’osso cui vengono richiesti servizi giudicati eccessivi: le classiche nozze coi fichi secchi. Ma i "fichi secchi" di turno non ci stanno e incrociano le braccia.
Secondo quanto riferisce Fausto Sartorato della segretaria provinciale di SdL-Intercategoriale, egli stesso vigile urbano e fra gli animatori della protesta sindacale, 44 agenti, 6 tra ufficiali e sottufficiali più il comandante Casale e il suo vice non sono sufficienti a svolgere tutte le necessarie funzioni assegnate a questa forza dell’ordine. «Servirebbero minimo una settantina di agenti» dichiara Sartorato. Più volte i vigili urbani avevano fatto marcia indietro dopo aver annunciato lo stato di agitazione, fiduciosi che l’amministrazione comunale agisse. Questa volta non è stato così. «Chiediamo di adeguare una buona volta i servizi al numero di agenti effettivamente disponibili sul territorio, senza sbandierare chissà quali risultati o attività. L’amministrazione deve avere il coraggio di andare a dire alla gente che per servizi come i turni serali o simili gli agenti non bastano, punto». Il Comune ha da qualche tempo promesso l’assunzione di una nuovi agenti, ma in numero non ancora sufficiente a cambiare le carte in tavola.
«Anche gli ausiliari della sosta non ci sono più: è dai primi di novembre che sulle strade non lavorano» ricorda Sartorato. «E tre di loro hanno ir equisiti per poter essere stabilizzati». Il sindacalista è come sempre polemico verso le scelte dell’amministrazione: «Se pensano di fare cultura della sicurezza con T-Red e autovelox sbagliano, è solo un tartassare cittadini già tartassati». Anche sulla loro sede di viale Piemonte i vigili urbani hanno qualcosa da dire a Palazzo Gilardoni: «è inadeguata, servono interventi. Mancano una sala d’attesa, spogliatoi, il cancello elettrico, risistemare il centralino… Nelle condizioni attuali siamo un comunello, altro che Busto grande!»
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