Agesp Trasporti tra il dramma e la farsa

Il presidente Bandello in commissione: "Non abbiamo di che pagare gli stipendi, il Comune ci deve ancora mezzo milione". L'assessore Lista rassicura, ma...

Cosa direste di una società per azioni che ha 516.000 euro di capitale sociale e vanta crediti non riscossi per 550.000? Qualche domanda ve la porreste. Bene, quella società è Agesp Trasporti, e con queste cifre in testa forse i bustocchi cominceranno a capire perchè ogni tanto il pullman si dimentica di passare, pianta per strada i malcapitati oppure resta mezz’ora fermo a motore acceso perchè altrimenti non riparte. Il fatto è che oggi, 24 gennaio 2008, grazie ai ritardi del Comune nei pagamenti Agesp Trasporti non ha neppure i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti, parola del suo presidente Antonio Bandello. I soldi arriveranno presto (?), fanno sapere da Palazzo Gilardoni, si spera non con i ritardi dei bus Agesp.

In commissione Bilancio giovedì pomeriggio il piatto forte era l’interrogazione di Erica D’Adda (Ulivo) proprio in merito ad Agesp Trasporti. Le vere bombe un Bandello teso e pallido le ha lanciate in apertura. Dapprima, ha denunciato un atto di… "spionaggio": il presidente del circolo bustocco di un partito di maggioranza, che tacciamo per carità di patria, avrebbe svolto opera da detective presso la sede aziendale, "armato" di macchina fotografica e facendo domande ai dipendenti – fatto che Bandello non ha preso per niente bene. Poi l’atomica: «Al momento la società non è in grado di pagare gli stipendi ai dipendenti a fine mese, salvo che Regione e Comune versino i rispettivi contributi». A fine mese il calcolo delle disponibilità, senza quei soldi vedrebbe una voragine da 546.000 euro. La Regione Lombardia, riferisce Bandello, non può versare i suoi contributi perchè il Comune non ha prorogato il contratto di servizio, nonostante i solleciti. E Palazzo Gilardoni ha debiti pregressi verso Agesp Trasporti di 550.000 euro in fatture, legati alla differenza tra il costo teorico degli abbonamenti autobus (484 euro annui) e quello effettivamente versato dagli utenti (180, tranne come si è visto gli studenti). Ultimamente la società aveva poi fatto ricorso al Tar contro la decisione del Comune di creare una tariffa speciale studenti di 135 euro, come richiesto a gran voce da scuole e genitori dopo il secco aumento degli abbonamenti. A lungo l’allora sindaco Luigi Rosa aveva tenuto inchiodate le tariffe, tanto da scatenare un primo ricorso di Agesp Trasporti al Tar con richesta di risarcimento milionario. Il tribunale sentenziò sostanzialmente a favore di Agesp, ma seguirono tempi biblici, poi, nel definire la questione in cifre una volta per tutte. «Senza soldi come compro nuovi mezzi? Come investiamo?» lamentava Bandello. «Rischiando, abbiamo preso quattro mezzi nuovi quando ancora avevamo qualcosa da parte, io ho fatto anche più del mio dovere» .

Dietro a questo incubo kafkiano c’è un intrico di ritardi burocratici ed equivoci, inclusa la recentissima nomina di un nuovo dirigente comunale al settore trasporti. Alla radice c’è la mancata valutazione del piano industriale presentato dalla Trasporti ormai un anno fa e non ancora transitato per i tavoli di Palazzo Gilardoni, diranno poi gli assessori perchè Agesp Holding non ha provveduto ad apporvi le sue valutazioni. Insomma un pateracchio alla bustocca dietro al quale più di un commissario (Corrado, Fontana, ma anche altri) ha voluto vedere un’intenzione del Comune di disfarsi dell’azienda – tanto più che il sindaco Farioli aveva esplicitamente parlato proprio di questa possibilità.

«Allibita» D’Adda di fronte alle secche risposte di Bandello, partiva un dibattito preoccupato, nel quale si andava a prendere di mira anche il socio privato nella Trasporti, il gruppo Stie (che detiene il 40% della società, mentre il 60% è di Agesp Holding, a sua volta del Comune), e il suo modesto contributo negli ultimi sei-sette anni alla crescita (?) della Trasporti. Mentre Bandello spiegava di aver dovuto far ricorso di nuovo al Tar come atto dovuto, per tutelare l’azienda e se stesso, arrivavano finalmente gli assessori. Ed era Luciano Lista, l’assessore alla sciurezza, a rifererire che dopo qualche mese di ritardi e quattro solleciti fatti da lui personalmente, «il nuovo dirigente sta provvedendo a liquidare le cifre relative alle fatture». Sospiro di sollievo? Mica tanto.

I soldi potranno anche arrivare ma resta da capire cosa il Comune voglia fare della Trasporti. Lista riferiva che si è deciso di aprire un nuovo tavolo di confronto fra Comune, Agesp Holding e Agesp Trasporti per rivalutare le cifre del piano industriale, cosa che andrà fatta per tempo se si vuole allontanare lo spauracchio di un commissariamento ad acta. L’assessore al personale Zingale riassumerà i problemi cardine in quelli dei contenziosi e della ricapitalizzazione: «potremmo fare tutte le scelte, di privatizzare completamente come di ricomprarci il 40% del privato». Morale: si avvicina la fine del connubio pubblico-privato, una convivenza fin qui sempre meno fruttuosa.

A un Bandello sconsolato e che ne ha fin sopra i capelli resta la sensazione che in Comune non si sia ben capita la gravità della situazione. Potrebbe lasciare l’incarico, ma non prima, giura, di aver risolto anche questa grana: gli è stato affidato un problema da risolvere, dice, e intende risolverlo. A costo di dire cose spiacevoli, ma quando ci vuole ci vuole.

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Pubblicato il 24 Gennaio 2008
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