C’è posta per te. In colossale ritardo
I lettori di Varesenews segnalano disagi da tutta la provincia. Anche i sindaci si arrabbiano: "Le Poste non rispondono alle nostre lamentele"
Dalla brughiera di Samarate alle alture del Luinese, dal balcone sul Monte Rosa di Comerio alle acque del Verbano di Monvalle: l’emergenza postale si allarga a macchia d’olio in tutti gli angoli del Varesotto, debordando anche all’esterno dei confini provinciali come segnalano i nostri lettori di Legnano e di Lomazzo.
Un’emergenza che non avrà i miasmi della spazzatura di Napoli ma che lascia ugualmente di stucco e che crea problemi continui a tutti i cittadini, spesso costretti a pagare in ritardo le bollette e le multe per colpa della corrispondenza, oppure di leggere notizie vecchie di settimane sui giornali recapitati con immancabile ritardo.
La gente intanto inizia ad arrabbiarsi: c’è chi si organizza come può (a Besozzo uno sportello è dedicato a distribuire i periodici) e chi si scaglia contro le Poste e i suoi dipendenti, accusati (spesso, non sempre) di scarsa reattività e capacità, soprattutto dopo aver letto che secondo l’ente «la situazione è sotto controllo».
«Siamo consapevoli dei problemi – spiega il sindaco di Daverio (uno dei comuni segnalati dai lettori), Alberto Tognola – tanto è vero che a metà novembre ho scritto una lettera a Poste Italiane (se la saranno recapitata, ci viene da chiedere?) insieme al primo cittadino di Crosio. Nella missiva abbiamo segnalato i disservizi, indicando anche alcune vie particolarmente disagiate. Dalle Poste però non abbiamo avuto nessun riscontro. Tra l’altro so che la Prefettura si è mossa a propria volta dopo aver letto le nostre proteste, ma credo che neppure a loro sia giunta risposta. A questo punto io credo che ci siano i presupposti per l’interruzione di pubblico servizio».
Significativa anche la nostra telefonata al sindaco di Biandronno, Antonio Calabretta: quando nomina la parola «Poste» al telefono, in sottofondo si sente un assessore inveire contro l’ente. «Ha sentito? – dice Calabretta – I disagi toccano tutti, compresi noi amministratori. Il mio Comune ha da tempo segnalato la situazione, da quando cioè il cambio di sede dell’Ufficio postale creò una serie di intoppi. Poi per un po’ le cose sono migliorate, ma ora i problemi sono tornati. I giornali arrivano in ritardo e quel che è peggio la gente non può pagare in tempo bollettini e fatture. È incredibile notare come nell’era della rapidità le Poste facciano di tutto per rallentare il lavoro».
A Luino, altro centro segnalato al nostro giornale, l’allarme è meno grave anche se non sono mancati momenti difficili. «Segnalazioni ufficiali, in questi giorni, non ne ho ricevute – spiega il sindaco Gianercole Mentasti – anche se qualche lamentela la sento. Da noi i problemi maggiori arrivano con l’estate e in parte durante le feste, quando forse per le ferie di qualche dipendente postale i ritardi nella consegna si fanno sentire».
Nel frattempo, tra la gente comune, l’interrogativo principe è uno: non è che, tentando di fare concorrenza a banche e assicurazioni, le Poste si sono dimenticate di consegnare lettere, pacchi e cartoline, perdendo di vista quello che per un’azienda simile dovrebbe essere il cosiddetto core business? Il sospetto, purtroppo, è forte.
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