Coarezza solidale con il suo sindaco
Dopo le polemiche, le minacce ricevute dal primo cittadino sopiscono i toni. "Gli alloggi sorgeranno sempre a Coarezza, ma in un'altra zona" dice Colombo
Guido Colombo era sul "luogo del misfatto" stasera, venerdì 18 gennaio, alle ex scuole elementari di Coarezza. Il sindaco, minacciato stamattina con un proiettile e una lettera minatoria, si trovava con i membri della Pro Loco della frazione, da cui ha ricevuto appoggio e la solidarietà. Ancora scosso da quanto avvenuto, cerca di scherzarci sopra, ma quando si ritorna sull’argomento si fa serio: «Mi raccomando, se qualcuno ha dei dubbi si rivolga a me, non ascoltate le voci che girano. Noi ci teniamo a questa frazione e alla Pro Loco – commenta – La Pro Loco non si tocca, sappiamo che questa struttura è il cuore nevralgico del paese». Colombo ha spiegato che nelle intenzioni dell’amministrazione c’è l’idea di spostare i 10 appartamenti a canone sociale finanziati dalla regione in un’altra zona di Coarezza: “Proveremo a chiedere di creare gli alloggi nei mille metri quadrati in prossimità di via Orsa, ma è ancora tutto da definire”. Tutte queste intenzioni erano state già discusse, non è stata la lettera di minacce a suggerire questa soluzione, ma era già nell’aria. Resta la delibera firmata mercoledì per garantirsi i 619 mila euro dal Pirellone.
Fioccano le domande tra i coarezzesi sull’identità dell’autore delle minacce. Alcuni pensano che non si tratti di qualcuno della frazione, di sicuro tutti condannano il gesto e si dimostrano vicini al primo cittadino. Pro Loco e residenti in primis, e ovviamente il consiglio comunale, sia la maggioranza che l’opposizione. Il vicesindaco Antonella Rossi ricorda: “Noi sosteniamo sempre il dialogo, è l’arma migliore. Si può manifestare il dissenso in molti altri modi. Noi restiamo aperti al confronto”.
Il rapporto con la frazione non si è dunque interrotto e proprio nella chiesa di San Sebastiano, insieme al corpo di Polizia Locale, si è celebrata la messa alle 18.30, in onore del patrono dei vigili. A officiare il rito è stato proprio don Michele Barban, il secondo ad aver ricevuto minacce anonime. «Non sono preoccupato» ha commentato il sacerdote che scherza: «Al massimo ci attende il paradiso». Presente alla messa anche Alessandro Maffioli, sindaco di Vergiate, comune che fa parte del consorzio della Polizia Locale: “E’ un gesto da condannare” dice, e con lui concorda tutto il partito della Lega Nord.
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