Immagini spazzolate da colpi di vento
Opere dedicate al mare e alla natura morta al centro della mostra di Anna Sala, artista varesina discreta e poetica che racconta il suo mondo fatto di cieli, acque, sabbie e terre
Uno spazio senza confini, dove il cielo, il mare, l’arte e il bello si fondono per raccontare il mondo, il suo mondo fatto di atmosfere suggestive e poetiche, realizzato con la cura e la minuzia di un’antica amanuense. Anna Sala (in una foto di Carlo Meazza) è un’artista discreta, dolcissima che lavora con passione e serietà guadagnandosi uno stile proprio e di forte impatto emotivo. “Oltre la spiaggia” è il titolo della sua ultima mostra, una selezione di opere dal 2002 al 2008, dal 26 gennaio alla Galleria Mosaico Arte Contemporanea di Chiasso con presentazione di Chiara Gatti.
Sono passati sette anni dal tuo esordio alla Badia di Ganna con la prima mostra personale. Sette anni di lavoro e di maturità artistica. Come riassumi questo periodo?
È stato un periodo di intenso lavoro “scandito” da varie occasioni espositive in spazi pubblici e privati, gallerie in Italia e all’estero. Ciascuna mostra è stato motivo di nuove esperienze e nuovi, affascinanti, emozionanti incontri. Alcuni di essi sono diventati riferimenti importanti per la mia ricerca formale che si è fatta più rigorosa, più consapevole. Significativo è l’incontro con Stefano Crespi, critico d’arte, avvenuto in occasione della mostra all’ex Municipio di Castagnola a Lugano, nell’anno 2003. Il Professor Stefano Crespi sollecitò la mia ricerca espressiva offrendomi una riflessione critica ai margini tra arte e letteratura, tra poesia e pittura, come la tradizione francese (Baudelaire, Bonnefoy), differente da quella italiana, storicistica anche nell’arte, dove i critici si avvicinano all’artista “per situazioni”. La sua attenta partecipazione alla mia pittura suscita, ancora oggi, stimoli per una più profonda coscienza espressiva. Ricordo anche, con grande gratitudine, l’incontro con Ruggero Savinio, figlio di Alberto Savinio e nipote di Giorgio de Chirico. Il maestro Ruggero Savinio mi accolse nel suo studio a Roma con gentile cordialità e simpatia. Guardò con attenzione le mie tele minuscole, i miei piccoli fogli. Mi mostrò il suo studio colmo di opere straordinarie e dialogammo. In occasione della mostra a Locarno alla Fondazione d’Arte Patrizio Patelli, nell’anno 2004, mi scrisse, poi, la stupenda testimonianza “L’immagine spaziosa”.
Il tuo lavoro rimane fedele ai temi che portano con lo spirito verso orizzonti e paesi lontani. Un amore irrinunciabile?
Cieli, acque, sabbie, terre nei regni del marrone e dell’azzurro, immagini spazzolate da colpi di vento tesi che corrono nello spazio, figure colte lungo quel confine tra cielo e terra, racconti pieni di sole, l’azzurro che dice il celeste, il luminoso, la distanza, lo sguardo, sono temi espressivi con i quali “ho a che fare”, rivelano una particolare poetica ed evocano orizzonti e paesi lontani.
Che opere esponi in questa mostra?
Una scelta di trenta dipinti ad olio su tavola e altrettanti acquerelli, opere recenti, connesse a due soggetti privilegiati, le nature morte e il mare.
Qual è l’ultima bella mostra che hai visitato e perché la consiglieresti ai nostri lettori?
“Varlin. L’Ironia, la cenere, il niente” a Palazzo Leone da Perego, a Legnano, 5 maggio -1 luglio 2007. Mostra e catalogo a cura di Flavio Arensi e Patrizia Guggenheim in collaborazione con Alain Toubas. Willy Leopold Guggenheim (Varlin) è un pittore zurighese, non molto conosciuto, ma è¨ un grande artista. “Varlin è l’espressione più radiale di una pittura in figura, quasi un punto di non ritorno di una realtà che ha il battito e la malattia della vita” (Stefano Crespi).
Se dovessi consigliare un libro?
Mario Botta. Quasi un diaro. Frammenti intorno all’architettura. Edizioni Le Lettere, Firenze, 2003.
L’arte dovrebbe essere per tutti un elemento quotidiano ma purtroppo non è sempre così e l’artista è per lo più visto come una personalità originale. Tu senti il distacco con la realtà quotidiana?
Credo bisogna avere una profonda consapevolezza del proprio sentire. Ciascun artista vive la sua condizione poetica con le proprie regole e con le proprie verità . Amo rappresentare la realtà , ma distinguo ciò che più mi interessa eliminando il superfluo. Il soggetto scelto diventa, così impulso necessario per mettermi al lavoro. Nel corso di questi anni, fra tante difficoltà , ho legato la mia esperienza a una trama di persone, personalità rappresentative, in Italia, nella Svizzera Italiana (dove sono stata ospitata anche in spazi pubblici), nel Canton Grigioni, che mi hanno accompagnato con stima e vicinanza e alle quali devo una profonda gratitudine.
Sei gelosa delle tue opere? Fai fatica a staccartene o una volta finite hanno una loro indipendenza?
Conservo alcune opere che mi sono “necessarie” e segnano alcuni passaggi della mia ricerca formale. Ho venduto o donato opere a coloro che mi seguono con stima e mi offrono una vicina partecipazione alla mia pittura.
Anna Sala. Oltre la spiaggia (opere 2002-2008)
Galleria Mosaico Arte Contemporanea
Via Emilio Bossi 32, Chiasso – CH
Tel. 0041-91-6824821
Dal 26 gennaio al 8 marzo 2008
Inaugurazione: sabato 26 gennaio ore 18.00
Presentazione di Chiara Gatti
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