L’”officina teatrale” del Popolo presenta la tragedia greca

Serie di appuntamenti che offrono percorsi di studio e ricerca teatrale. Venerdì 18 gli allievi del primo e secondo anno si confrontano con l’origine del teatro greco

La scuola del Teatro del Popolo rende partecipe la città del lavoro dei suoi allievi con una serie di prove aperte al pubblico. Si comincia venerdì 18 gennaio (alle 21) con il progetto tragedia greca, curato dagli allievi del primo e secondo anno: un percorso che indaga le origine del teatro occidentale, mettendo in scena le follie e le inquietudini dell’uomo. E riscopre il senso del teatro come momento di partecipazione alla vita pubblica.   

Il lavoro, frutto di settimane di confronto e preparazione, si articola in due momenti: ai ragazzi del primo anno è affidata una sorta di introduzione ironica, ma che si configura quasi come un moderno coro, che fa da prologo alle vicende narrate e da tramite tra collettività e attori . Saranno invece gli allievi del secondo anno a mettere in scena i testi della tragedia greca, tratti da Eschilo, Sofocle, Euripide e uniti tra loro da una traccia: “la complessità tematica dei personaggi tragici, uomini e donne sovraumani, vittime della tracotanza e dell’orgoglio dei loro padri”. Le vicende di Elettra, Ippolito, Oreste, Fedra e Prometeo, sempre attuali nell’affrontare i mali, le pulsioni e le paure innate nell’uomo. “Monologhi e dialoghi tratti dalla drammaturgia classica restituiscono corpo e voce ai tormenti degli uomini, raccontati, quasi sussurrati, come un segreto, troppo grande per poter essere celato”.

“Vorremmo creare –spiega Sara Mignolli, direttrice della scuola- un seguito di fedelissimi, con cui confrontarci: questa non è un’accademia, ma un’officina, uno spazio dove si vuole fare ricerca e sperimentazione”. Coinvolgendo anche il pubblico e la cittadinanza, chiamati a seguire i lavori in corso della scuola e a vivere con consapevolezza la realtà del teatro: “Vorremmo fare percorsi di educazione alla teatralità, che comprendano un dibattito, una contestualizzazione delle opere e degli autori”. Una occasione per una promozione culturale attiva, per riscoprire il senso profondo del teatro, che non è un rito sociale cui assistere passivamente, ma espressione viva della collettività. E anche di una comunità, come è una città.

I futuri appuntamenti vedranno invece in scena i lavori dei ragazzi del terzo anno della scuola, ormai prossimi alla conclusione del percorso di studio. A febbraio-marzo presenteranno un lavoro collettivo e corale, tratto dalla antologia di Spoon River di Edgar Lee Master. Nei mesi successivi invece ci sarà spazio per percorsi inediti: tre allieve presenteranno un lavoro sulla figura femminile di Fedra, attraverso testi antichi e moderni, mentre un altro gruppo di allievi metterà in scena un percorso sulla drammaturgia e la letteratura russa. In attesa dello spettacolo di fine anno, al termine del percorso di studi durato tre anni.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Gennaio 2008
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