Sequestrati e picchiati per aver scoperto il truffatore

Un gruppo di sei persone coinvolto da un finto procacciatore di affari nell’apertura di un ristorante per una truffa da quasi 200 mila euro. Arrestato il responsabile e due complici

Si fingeva uomo d’affari, con tanto di Ferrari come specchietto per le allodole, ma un gruppo di "clienti" ha scoperto la truffa, così lui li ha chiusi in un locale, ha fatto dare loro una sonora lezione di botte e se ne è andato. Le indagini per arrestare il responsabile dell’accaduto e i suoi complici sono durate oltre un anno. Lunedì 21 gennaio l’arresto da parte dei carabinieri di Saronno, dopo l’ordinanza di custodia emessa dal tribunale di Busto Arsizio. Le accuse per il 42enne F.C., il capobanda, sono di estorsione, truffa e sequestro di persona. In manette anche i due complici, il 28enne pakistano residente a Gabagnate e il 38enne S.M. di Arluno.

Ma andiamo con ordine. Nel maggio del 2006, F.C., già esperto di certi “giochi” amministrativi e specializzato nella costituzione di società fittizie, ha coinvolto nella sua ultima trovata tre coppie di Saronno, sei persone in totale. Obiettivo l’apertura di un ristorante. Il gruppo, fidandosi anche della buona presenza di colui che si spacciava, con la propria Ferrari, come un ottimo procacciatore di affari, ha costituito la società dando in mano all’uomo ben 177 mila euro.
F.C., che di fatto in queste società non compare mai, è poi sparito con i soldi, come già accaduto in altri casi, e le tre coppie sono letteralmente rimaste a bocca asciutta, società costituita, ma niente ristorante. L’uomo si è quindi reso introvabile.

Con diverse insistenze e ricerche, le sei persone sono riuscite a rintracciare F.C., portarlo davanti a un notaio, costringerlo a sciogliere la società e, naturalmente farsi ridare anche tutti i soldi, con diversi assegni.
Tutto potrebbe sembrare chiuso e F.C., forse con la scusa di lasciarsi in buoni rapporti, ha invitato i suoi ex soci a fare quattro chiacchiere in un posto di sua conoscenza. Arrivati a destinazione il “bravo” procacciatore di affari, ha chiuso le sei persone in una stanza. Poi sono comparsi due complici che, dapprima hanno minacciato i presenti, e ben presto sono passati alle mani, riempiendo di botte i malcapitati. F.C. si è così fatto restituire gli assegni, gli ha stracciati e ha ulteriormente minacciato le sue vittime.

Dopo diverse settimane dall’accaduto, le tre coppie saronnesi, hanno deciso di affrontare la paura data da una simile esperienza e hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri della Compagnia di Saronno. Da allora sono partite le indagini che sono state chiuse nel novembre del 2007. Fino ad arrivare agli arresti di lunedì. Tutti e tre i responsabili si trovano ora nel carcere di Busto Arsizio.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Gennaio 2008
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