AirOne rilancia: “Con noi imprenditori di tutta Italia”
Una cordata di industriali, tra cui Tronchetti Provera pronta a sostenere la compagnia. Da Montezemolo a Epifani: "Occorre una moratoria di due anni per Malpensa"
Un’altra settimana di attesa per Alitalia e di conseguenza per Malpensa. Sul piatto le varie prese di posizione delle istituzioni interessate alla privatizzazione della compagnia di bandiera. Da una parte il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa e AirFrance che accelerano e sembrano intenzionati a chiudere il prima possibile la cessione di Alitalia ai francesi: lo ha detto il ministro al Sole24Ore, va letta in questo senso la presenza massiccia dei tecnici e ispettori di AirFrance segnalata a Malpensa sabato 3 febbraio, giorno nel quale i transalpini dovrebbero aver concluso le ispezioni e l’acquisizione dei dati su passeggeri e merci.
Su tutt’altro fronte la politica lombarda. Il governatore della
Lombardia Roberto Formigoni e gli esponenti della Lega Nord, dall’assessore Davide Boni al deputato Roberto Maroni, rilanciano la richiesta di moratoria di tre anni sull’applicazione del piano industriale. Il Carroccio ha confermato la volontà di portare tutta la popolazione del Nord in strada fino a Malpensa il prossimo 17 febbraio. Dopo aver chiesto per mesi il rilascio degli slot nello scalo varesino e aver poi protestato vibratamente per la scelta di Alitalia di abbandonare i permessi di decollo e atterraggio, Formigoni e le altre istituzioni lombarde si aggrappano alla nuova proposta di AirOne. Domani, martedì 5 febbraio, le parti saranno convocate dal Tar del Lazio per discutere del ricorso presentato da Ap-Holding contro l’esclusività della trattativa in corso tra Alitalia e Air France-Klm: un appuntamento che precede la fissazione dell’udienza sull’eventuale sospensiva. Mercoledì 6 febbraio il Governo ha convocato il Tavolo Milano, altro appuntamento atteso con ansia soprattutto dalla politica del Nord.
Ma AirOne non si è fermata al ricorso e ha dichiarato che la cordata è «pronta a presentare in tempi brevi una proposta vincolante con un gruppo di imprenditori italiani: non solo del Nord, ma di tutta Italia (si parla di Marco Tronchetti-Provera e Diana Bracco come capo cordata, ma i nomi sarebbero tanti, ndr). In questi giorni stiamo lavorando per evitare la sciagurata perdita di due leve strategiche del Paese: la compagnia di bandiera e lo scalo di Malpensa, entrambi fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra economia e del nostro turismo – si legge in una nota diffusa da Ap-Holding -. Questo perché la nostra soluzione è l’unica che tutela gli interessi reali di Alitalia, dei suoi lavoratori, dei suoi azionisti, del Paese e di Malpensa. Il ritiro di AP-Holding lo scorso 17 luglio dalla procedura di privatizzazione fu una scelta obbligata. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari fino ad oggi eravamo in una fase non vincolante: le banche possono prendere impegni vincolanti solo nel contesto di un’offerta vincolante. Gli impegni assunti dalle banche internazionali che affiancano AP Holding, valutati oggi insufficienti, erano altresì stati valutati adeguati nella prima procedura, al punto tale che il ministero ammise AP-Holding alla fase finale di presentazione di una proposta vincolante. AP Holding ha presentato ricorso al
Tar del Lazio contro la trattativa in esclusiva con Air France KLM, affinché possa presentare anch’essa una proposta vincolante per Alitalia. Nel ricorso viene richiesto inoltre che siano resi noti i criteri e le condizioni minime per presentare una proposta vincolante seria ed affidabile. Per Alitalia, infatti, non si tratta di una vendita di una società privata, ma di un’azienda il cui azionista di riferimento è pubblico e quindi criteri e modalità devono essere resi noti con trasparenza e in partenza, come era avvenuto nella procedura di inizio anno. Su questo spetterà al Tar pronunciarsi nei prossimi giorni. La situazione di Alitalia, seppur poco chiara, è certamente critica. L’applicazione di criteri rigorosi e la possibilità anche per AP-Holding di presentare una propria offerta vincolante non implicherebbero tuttavia prolungamenti dei tempi. Relativamente alla cessione degli slot – conclude la nota – non è chiaro il vantaggio di rilasciarli adesso, nel bel mezzo del processo di vendita di Alitalia ed in un momento dove a livello nazionale è chiaro a quasi tutti che si tratterebbe di un grave depauperamento della compagnia. L’eventuale non utilizzo degli slot non avrebbe comportato alcuna penale per l’azienda e comunque tali slot sarebbero rimasti in capo ad Alitalia fintanto che non fossero inutilizzati per l’80%. Inoltre, se non fosse Air France-KLM il partner selezionato per Alitalia, la compagnia si troverebbe priva di importanti asset che, seppure giudicati non strategici nel piano francese, sono invece assolutamente essenziali nel piano per esempio di AP-Holding che conferisce un ruolo centrale allo scalo di Malpensa».
Infine, c’è il sindacato che è preoccupato e si muove per organizzare un grande sciopero generale per la fine del mese, mente gli ambientalisti preparano una marcia pacifica per manifestare la necessità di tener d’occhio il territorio.
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