Bianchini sorride: «Scacciato via un incubo»
Il tecnico biancorosso accoglie con soddisfazione la prima vittoria all'overtime per la Cimberio. Bechi furioso: «Rimbocchiamoci le maniche e parliamo di meno»
La maratona di Valerio Bianchini termina sul bancone della sala stampa, quando il tecnico della Cimberio analizza lo scout di fine partita sottolineando le cifre di Jaime Lloreda (26 punti e 19 rimbalzi, di cui nove offensivi). Lo stato d’animo del coach biancorosso è presto detto: «Siamo molto soddisfatti perché finalmente abbiamo vinto una partita ai supplementari, che erano il nostro incubo». Poi un giudizio più tecnico sul match partendo dai tanti assenti di giornata: «Perdendo prima Capin per sua volontà, poi Hafnar e Brown causa infortunio, stasera sono venute meno le rotazioni nei cambi. Fortunatamente abbiamo avuto l’inserimento di Holland, la forte crescita di Boscagin e la maturazione di Passera: tutti questi fattori ci hanno consentito di sopperire a un deficit molto pesante. Oggi volevamo negare i loro punti forti, ovvero velocità e aggressività difensiva. Dovevamo controllare il ritmo facendo un passo in avanti dal punto di vista della maturità, soprattutto per quanto riguarda Holland. Il modo migliore per sviluppare il gioco era quello di servire i nostri centri: muovendoci bene in attacco ci saremmo potuti schierare bene in difesa. Missione compiuta, soprattutto se andiamo a contare il numero di tiri tentati,soprattutto i liberi (35, ndr)».
A un certo punto della gara però le cose sembravano prendere la consueta piega, con la rimonta di Biella che pareva preludio all’ennesima débacle varesina. E invece stavolta la reazione c’è stata, come racconta lo stesso Bianchini: «Dopo aver subito il loro contropiede nel terzo quarto, ho optato per la 1-3-1, che in effetti ha modificato il loro tempo di tiro: questa è stata la mossa chiave per portare a casa il match. Vorrei sottolineare la grande prestazione di Lloreda su Pinkney, come anche la strepitosa gara di Delonte».
La quinta vittoria stagionale arriva al termine di una settimana costellata di problemi, primi fra tutti gli infortuni ad Hafnar e Brown: «Tierre stamattina ci ha detto che non riusciva a fare i movimenti laterali – commenta Bianchini – mentre per quanto riguarda Hafnar siamo in attesa degli eventi. In questi giorni è stata molto importante la presenza della società, che ha richiamato la squadra a rispettare i propri dovere anche in funzione del nostro pubblico. I dirigenti ci avevano chiesto onore e dignità, i miei ragazzi hanno dimostrato di averne in abbondanza»
Visibilmente contrariato invece Luca Bechi, focoso tecnico di una Angelico che stasera colleziona la sua quinta sconfitta consecutiva. Il coach piemontese non le manda certo a dire: «Abbiamo iniziato in modo soffice e insicuro, senza determinazione né grinta. Varese nel primo tempo ha fatto tutto quello che voleva e ci ha dominato in ogni zona del campo. Poi abbiamo aumentato la nostra aggressività riuscendo a tornare in partita, ma nel supplementare siamo di nuovo precipitati. Non abbiamo avuto pazienza e senza questa qualità le partite si perdono. Non si può giocare a pallacanestro tirando 39 volte da tre e 28 da due, ci vogliono equilibri diversi». Ma non finisce qui, perché Bechi rincara la dose: «Il girone di andata ci ha un po’ illusi: pensavamo di essere più forti di quello che siamo in realtà, e adesso è giunto il momento di prenderci le nostre responsabilità, io per primo. Evidentemente non riesco a comunicare nel modo giusto con i miei giocatori, perché quando dico loro di fare una cosa, puntualmente in campo ne vedo un’altra. Dobbiamo rimboccarci le maniche e parlare di meno, perché così non si può andare avanti». Un commento anche sugli atteggiamenti in campo, non certo da professionisti, dei suoi giocatori (Pinkney su tutti): «Impossibile preoccuparmi anche di giocatori che non sanno controllare le proprie emozioni e che trasmettono questa cattiva disposizione d’animo anche in campo: qui tutti devono rispettare il proprio ruolo, facendo il proprio lavoro e niente più. Pensiamo a salvarci, non ai playoff. Rimanere in serie A resta un grande risultato, anche se a Biella forse la pensano diversamente».
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