L’Italia assediata dalla dittatura del caos
Un affresco della situazione politica del Paese tratteggiato da un nostro lettore
Egr. Direttore,
che tragica coincidenza: festeggiare il 60° anniversario della nostra COSTITUZIONE e assistere al tentativo di sfascio da parte di coloro che non vogliono consentire la nascita di un governo istituzionale che faccia almeno la riforma della legge elettorale. Sono ormai vent’anni che il nostro Paese vive in uno stato perenne di crisi politica ed istituzionale. In tutti i paesi europei si vota e poi per cinque anni c’è chi governa e chi sta alla opposizione riconoscendo i rispettivi ruoli. Qui in Italia questo non avviene. Chi è alla opposizione, il giorno dopo delle elezioni chiede le dimissioni del governo, le opposizione votano sempre contro anche quando riguardano provvedimenti condivisi dal tutto il Parlamento. Il caso tipico è la politica estera che, al di là di marginali sfumature, è la stessa all’interno dei due schieramenti.
Oggi tutti chiedono le riforme istituzionali: il centro sinistra le propone con questa legislatura appoggiando il tentativo di Marini; il centro-destra, le propone dopo le eventuali elezioni. Ma manca una cosa importante: lo spirito unitario dei costituenti che erano usciti dalla lotta di Liberazione. Senza uno spirito unitario, non si possono fare le riforme e le riforme che si prepara quindi a varare il centro-destra non sono riforme ma controriforme; di fatto si preparano a demolire la nostra Carta Costituzionale. Il nostro Paese, piaccia o non piaccia si è retto per quasi cinquant’anni per la presenza di tre partiti storici popolari: DC PCI e PSI che con la loro presenza hanno garantito la democrazia. Oggi abbiamo oltre venti formazioni politiche, ma nessuno è un partito vero, nessuno è in grado di difendere la della democrazia. Il partito di Berlusconi è un partito azienda che fa prevalentemente gli interessi delle sue aziende e delle sue vicende giudiziarie. Al partito di Fini non si può certamente chiedere la difesa della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, visto il suo passato. Bossi perlomeno è stato da tempo esplicito: la Carta Costituzionale la userebbe per motivi indecorosi. Il Partito Democratico ha affidato il proprio destino ad un funzionario di partito, che pur essendo migliore di quelli che ho citato prima, non ha certamente il carisma né di Enrico Berlinguer, né di Aldo Moro, né di Alcide De Gasperi. I cosiddetti partiti della sinistra radicale preferiscono gestirsi il proprio orticello, scordandosi che solo un partito popolare e di massa può avere la possibilità di contare nella attuale crisi politica. Gli altri partiti esistono solo sulla carta, alcuni con lodevoli intenzioni, altri per gestirsi il proprio clan familiare come Mastella. Al centro-destra che rivendica il diritto di andare alle elezioni bisognerebbe ricordare che la instabilità politica è causata della loro legge elettorale definita dagli stessi una porcata. Quindi, se siamo in perenne crisi politica la responsabilità è soprattutto del centro-destra. Credo di avere una brutta sensazione: gli storici che saranno chiamati a raccontare questo periodo potrebbero definire l’Italia assediata dalla dittatura del caos.
In questo contesto chiedere a tutti il rispetto della nostra Costituzione, sarebbe un grande atto di umiltà, ma farebbe tanto e tanto bene al nostro Paese e a tutti i cittadini oggi espropriati di quasi tutti i diritti politici da una casta che non vuole rinnovarsi ma solo conservarsi.
Lettera di Emilio Vanoni
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