San Valentino “gay”, festa per tutti

Tra preghiere di San Francesco e mamme coi bebè al seguito si archivia, tra le polemiche, la tanto discussa serata, poco "omo" e molto "etero"

Una tranquilla serata in allegria, senza trasgressioni nè scandali: così è trascorso quello che era stato bollato come "San Valentino gay" tra aspre polemiche che hanno solo portato acqua al mulino degli organizzatori, Rifondazione Comunista e PdCI in testa. Il paradossale risultato delle polemiche è stato di rendere la festa poco omo e molto etero, fatte le debite proporzioni rispetto a quel che ci si attendeva. Pubblico modesto, sul centinaio di persone arrivate alla spicciolata, ma da qualche parte bisognava pur iniziare: segno forse che in molti non volevano esporsi, non è stata occasione da coming out. Comunque, la serata è passata liscia, al punto che anche la presenza di alcuni bimbi con mamme e papà non sembrava affatto fuori luogo. Cabaret (un po’ osé, con grandi ironie sulla sessualità e sui sentimenti, protagonisti di ogni San Valentino che si rispetti), con il "rosso" Elis Ferracini a fare da maestro di cerimonie e i suoi ragazzi sul palco, il banchetto dell’Asa-Associazione Solidarietà Aids di Milano, discorsi molto politici che facevano tanto vecchia Festa de l’Unità, insomma assolutamente nulla per cui valesse la pena di montare la polemica dei giorni scorsi. Il consigliere UDC Salomi che, puntuale come un cronometro svizzero, alle 22,30 si è presentato a distribuire il testo di una sacrosanta preghiera per la pace di San Francesco d’Assisi, a mo’ di ramoscello d’ulivo (pianta ora citabile anche in tempo d’elezioni ndr), ha quasi rischiato di essere evangelizzato a sua volta, tra sorrisi e strette di mano. Fuori, la Digos sorvegliava discretamente contro eventuali colpi di testa di scalmanati.

La polemica c’è e la si trova nei discorsi uditi dagli esponenti politici e delle associazioni, che sembravano feriti dalla virulenza di certi attacchi, delle "scomuniche", come sono state chiamate. «Ci avevano fatti passare per fautori di chissà quale inferno, con una campagna mediatica andata avanti per giorni…» ironizza Cosimo Cerardi, segretario cittadino del PdCI. «Ma questa non è la Repubblica delle banane» dichiara, forse senza nemmeno intendere il doppiosenso, «qui vige la libera Chiesa in libero Stato». Sulla stessa lunghezza d’onda Antonello Corrado per Rifondazione. «Ragioniamo sui diritti civili, Busto è preistorica, siamo stati scomunicati. I commenti dei lettori di Varesenews alla nostra iniziativa mi fanno sperare bene però» dice, «qualcosa si muove anche qui allora dico: creiamo una nuova tradizione, ogni anno, qui, la festa di tutti gli innamorati».

Da segnalare anche gli interventi di Giovanni Gaiera della comunità Cascina Contina di Rosate (Milano) e di Bruno, socio di ASA Milano che ha ricordato quanto ancora pesi il dramma dell’Aids, pure ridotto (mortalità dal 100 al 9% in vent’anni) dai medicinali che il sistema sanitario nazionale italiano passa, a differenza che in gran parte del mondo; da qui l’invito ad amarsi liberamente ma con giudizio, usando il preservativo e facendo regolarmente controlli ed esami del sangue, soprattutto se si ha una vita sessuale molto attiva, perchè non esistone categorie "esenti" o "protette". Cinzia Colombo per la Sinistra Arcobaleno ha invitato le donne presenti a partecipare al presidio a favore della legge 194 e per protesta contro i fatti di Napoli che si terrà venerdì alle 18 a Varese in piazza Monte Grappa.

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Pubblicato il 15 Febbraio 2008
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