Tutti pazzi per Fabio Volo
Folla oceanica alla biblioteca di Tradate per il popolare scrittore, che tra un'esibizione al flauto e diverse proposte delle fan ha ribadito la sua avversione ai clichè
Un pubblico traboccante, con più di mille persone, composto per il 70% da ragazze, ma anche da tanti ragazzi, adulti e persino due seminaristi. Questi i protagonisti di una serata di successo alla Biblioteca di Tradate dove ieri sera, giovedì 7 febbraio, è tornato Fabio Volo.
Attore, dj, scrittore, ma soprattutto persona. Questo è il vero Volo emerso dalla serata, durante la quale ha risposto alle domande di un pubblico adorante, che lo conosceva molto bene, tanto da regalargli l’ormai celebre flauto (che suona volutamente malissimo durante la sua trasmissione radio) e un libro per imparare nuovi spartiti da suonare. Diversi i momenti divertenti, durante i quali con il suo solito stile "gigioneggiante" Volo ha più flirtato che risposto al pubblico.
Questo il segreto del suo personaggio: basta conoscerlo direttamente per capire che quello che mette nei suoi lavori, libri o trasmissioni televisive che siano, è proprio lui, con semplicità. E lo dice senza timidezza: «Ho la fortuna di non essere una persona per il lavoro che faccio, ma di adattare il lavoro alla mia persona». E poi, a una ragazza con il sogno di scrivere, confessa «Scrivi sinceramente, quando scrivi è più difficile mentire e sei più genuino».
Proprio questa coincidenza tra persona e personaggio trasforma tutto quello che fa in una vera playlist. Così Fabio Volo riesce a piacere ad una generazione piuttosto trasversale (tra i 20 e i 40 anni), perchè i suoi libri in fondo traboccano di liste. Liste di libri da leggere («Adoro Auster e Roth»), canzoni da ascoltare («In questo libro ho messo i Radiohead, ma anche diversa musica country. Di sicuro molta musica che piace alle ragazze»), ma anche e soprattutto di donne, esperienze da provare, emozioni da catturare.
Un novello Casanova, forse, che proprio sull’onda di "Il giorno in più" ricorda la sua avversione ai clichè «Tutto quello che non è una scelta classica, come sposarsi e fare figli, sembra superficialità. L’importante credo sia essere liberi in quello che si fa, per essere sereni e dare il meglio». Da qui, ovviamente, crollano tutti i castelli, proprio come accade in ogni regime di libertà. Tra questi quello classico di famiglia «Non credo debba essere qualcosa di fisico ma astratto: chi convive senza amore vuole solo attaccarsi a un’immagine che fa male ai figli, se ami chi non è sereno, ti distacchi da lui».
E cambia anche il concetto di relazione, visto che proprio in questo libro Volo brevetta il "fidanzamento a termine", cioè uno strano ibrido tra la storia puramente fisica e il per sempre. Un "esperimento" forse furbo ma che, probabilmente, ieri piaceva come idea ad una buona parte del pubblico.
Poco da etica morale cattolica? Forse, eppure tra il pubblico c’era proprio un seminarista, che ha confessato allo stesso Volo di seguire il suo lavoro letterario. E Volo, che proprio sulla Chiesa spesso ironizza, ha difeso con uguale sincerità il suo stile di vita. Uno stile che, sempre con semplicità, ieri hanno sognato in più di mille.
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