“Una moratoria è contraria al buon senso”

Il futuro di Malpensa? Per la senatrice Pellegatta è quello di open airport. Che non dimentichi il confronto con il territorio e le reali esigenze.

«Formigoni ha fallito ed ora propone una moratoria contraria persino al buon senso. Essa ha lo scopo solo di condurre Alitalia al fallimento». La senatrice del PdCI Maria Pellegatta attacca duramente sulla questione Malpensa, individuando nelle scelte del governo Berlusconi e della giunta regionale di Formigoni le responsabilità principali della crisi dell’aeroporto Malpensa e chiedendo di ripensare il ruolo dell’aeroporto.

“Il precedente governo ha costretto Alitalia a gestire due hub nazionali e ha riversato grandi perdite su Alitalia” prosegue la senatrice, che individua poi nella mancanza di infrastrutture – cui solo recentemente si è iniziato a supplire- un ulteriore elemento di debolezza che ha frenato lo sviluppo dell’aeroporto.  Mentre la mancanza di una valutazione ambientale strategica ha avuto conseguenze sul rapporto tra lo scalo e il territorio su cui insiste, come rilevato di frequente anche dai sindaci dei comuni interessati. Ma le responsabilità ricadono anche sulla SEA: «La Dirigenza SEA , attiva nella propaganda, porta pesanti responsabilità per non aver saputo definire il ruolo degli aeroporti di sua competenza – attacca la Pellegatta- , nel quadro peraltro di una squinternata e incoerente programmazione aeroportuale in Lombardia»

Quale futuro dunque per lo scalo della brughiera? Una moratoria, sostiene la senatrice, è inutile e dannosa, perché non farebbe altro che aggravare i conti della compagnia di bandiera: «Occorre chiudere la trattativa con AirFrance secondo la procedura trasparente elaborata dal Governo e le indicazioni del Parlamento». Mentre Malpensa dovrebbe cercare una sua funzione nuova, «superando la demagogia di Formigoni», trasformandosi in base operativa di altri vettori: «la struttura ha le risorse per il suo rilancio e per affermarsi come grande  open airport  anche attraverso l’utilizzo degli slot, lasciati liberi da Alitalia, da parte di altri vettori e aprendo a interlocutori internazionali». Una prospettiva di sviluppo che si confronti con il territorio e con le reali esigenze delle popolazione e degli operatori economici. Senza dimenticare il tema del lavoro, fino ad oggi «dominato dalla precarietà»

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Pubblicato il 08 Febbraio 2008
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