3SG inaugura il centro diurno per minori

Dopo le polemiche e i ritardi dei mesi scorsi, la nuova dirigenza taglia il nastro della nuova struttura

Dopo una lunga gestazione inaugura il Centro Diurno Minori di 3SG. Uno dei tre poli del centro residenziale minori,  ospitato negli ampi spazi – fino ad oggi in parte sottoutilizzati – di via Padre Lega, accanto alla sede di 3SG. A tagliare il nastro il sindaco Mucci, insieme con l’assessore ai servizi sociali Roberto Bongini e ai vertici aziendali. 

Il centro di accoglienza Solamore si divide in due Comunità alloggio e un Centro Diurno per Minori. Il primo è riservato a bambini e adolescenti inviati dal tribunale dei minori, con la possibilità di accogliere anche madri con figli in difficoltà. Il secondo accoglie invece ragazzi con problemi di devianza giovanile e sociale. In particolare per il centro diurno sono previsti percorsi di sostegno scolastico per i bambini e adolescenti, ma anche corsi di vario genere pensati per le diverse fasce d’età, con un occhio particolare all’inserimento lavorativo dei ragazzi. Una comunità che garantisce una continuità educativa per tutto l’anno, estate compresa, diversamente da quanto avviene per altre realtà simili. 

Per il presidente dell’azienda partecipata gallaratese, Roberto Bosco, l’apertura del nuovi centro è una risposta ai dubbi e alle voci che nei mesi scorsi avevano criticato la dirigenza aziendale: «Poco importa il passato, siamo proiettati verso il futuro. La struttura vuole rispondere con i fatti alle chiacchiere fatte nei mesi scorsi». Bosco rimarca che «non c’è concorrenzialità con altre realtà educative» e sottolinea anche la possibilità di collaborazione con il mondo del volontariato, attraverso una selezione rigorosa delle associazioni vista l’ambiente delicato dove andranno ad operare. «Un risultato significativo, l’apertura di questo centro, perché realizza una sintesi tra processi educativi per individui in difficoltà e processi educativi scolastici» dice il sindaco di Gallarate Mucci, che indica come il centro sia una concreta applicazione del principio di sussidiarietà: «Compito fondamentale sarà mantenere il rapporto con la famiglia, al cui servizio si pone questa struttura».

 

Attualmente i tre poli del centro di accoglienza minori ospita una quindicina di ospiti, dai bambini di pochi mesi agli adolescenti (quattro nel centro diurno). «Saremmo contenti di vedere arrivare altri ragazzi nei prossimi mesi» continua Bosco: i posti complessivamente disponibili sono una trentina. «Certo non sono solo rose e fiori: la grande difficoltà con cui ci confrontiamo oggi è quella di trovare personale adatto: molti si spaventano di fronte ai turni notturni». Un problema con cui, del resto, si confrontano molte aziende sanitarie, anche per la concorrenza della Svizzera., dove il lavoro faticoso e colmo di responsabilità degli operatori sanitari sono pagati assai meglio che nella sanità – pubblica e privata- italiana.    

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Pubblicato il 26 Marzo 2008
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