A Busto si vive bene… ma non ci si diverte
Questi i risultati di un primo sondaggio telefonico tra 1.100 cittadini in vista della redazone del piano strategico
I bustocchi vogliono vivere in una città più gaia, urbanisticamente meglio organizzata e con migliori trasporti urbani. Sono queste le emergenze più segnalate nei dati raccolti intervistando 1.100 persone in vista della realizzazione del piano strategico d’area vasta. Ai 1.000 del campione originale, di un po’ tutti i rioni, si sono aggiunti 100 giovani tra i 16 e i 24 anni per ricalibrare il campione: ciononostante il 54% degli intervistati risultava oltre i 45 anni, inevitabile in una realtà che vede i giovani ormai specie protetta.
I bustocchi nel complesso considerano abbastanza alta (72%) o molto alta (5%) la qualità di vita in città. Alla richiesta su quale sia il problema numero uno, vincono a man bassa in tutte le fasce d’età traffico e viabilità (29%), seguiti dall’inquinamento (11%) e dai trasporti pubblici urbani. Interessante anche la categoria "altro" (voci non definite in partenza) che prende un buon 16%, poi specificato come: inefficienza amministrativa, mancanza di attività per giovani e anziani, di verde pubblico, degrado delle periferie, spocizia, mancanza di parcheggi. Fra i giovani c’è più sensibilità per l’inquinamento e in particolare per la fascia tra 16 e 24 anni spuntano come problema gli extracomunitari (12%). Per la fascia dai 35 ai 54 anni fa invece la sua comparsa la disoccupazione (7%) e anche qui non ci si sorprende troppo. Estendendo le domande all’intera area altomilanese di cui Busto è indicata come città-leader, i valori dei problemi segnalati cambiano un tantino. L’inquinamento sale a razzo al 24%, extracomunitari e microcriminalità si dimezzano dal 6 al 3%, e spunta alla voce "Altro" la presenza di Malpensa.
Alla domanda circa i principali settori di attività del Comune di Busto Arsizio campeggia al primo posto la cultura (12%), per la soddisfazione dell’assessore Fantinati. Secondi ambiente e rifiuti all’8%, solo terza l’urbanistica al 7%. Quanto alla soddisfazione sui singoli settori, si va da quella "a furor di popolo" sui rifiuti (89%) all’approvazione sostanziale per la gestione di energia e acqua (74%). I "bollini rossi" con insoddisfazione sopra il 40% vanno a pulizia e manutenzione stradale (47%), verde pubblico (45%), sicurezza (50%), urbanistica e piani regolatori (46%) e peggio di tutto le politiche di bilancio (53%, l’addizionale Irpef non è proprio andata giù). Le magagne, insomma, ci sono e i bustocchi le vedono chiaramente. Fra i settori che danno meno soddisfazione, anche le politiche giovanili, l’edilizia popolare e i trasporti urbani. . Urbanistica (20%), sicurezza e trasporti (17%) le priorità del momento per il campione intervistato.
Non mancava poi il quesito su conoscenza e gradimento delle iniziative comunali. Così così la conoscenza (Natale in città, la più nota, sale al 61%, BA Book sprofonda al 17%), tra quelle citate spontaneamente dagli intervistati vince il BA Film Festival col 17%. Quanto al gradimento, vince il Natale in città con l’87% su Busto Estate (79%) e i gustosi bruscitti della Gioeubia (78%).
La soddisfazione globale per le iniziative non è però entusiastica: il 60% è "abbastanza" soddisfatto, solo il 10% "molto" e ben il 16% "poco". Nettamente meno soddisfatti gli anziani rispetto ai giovani. Eppure, per converso, la cultura è indicata dal 20% come punto di forza dell’amministrazione, seguita da ambiente e rifiuti (13%). Il 23% ritiene che l’amministrazione non abbia nessun punto di forza e il 26% dice "non so": sommati fanno il 49%.
Cosa manca a Busto? Soprattutto i luoghi di divertimento (23%), ma anche verde pubblico (11%) e, udite udite, centri commerciali (11%), cresciuti invece come funghi tutto intorno alla città. Anche qui alti "niente" (20%) e "non so" (28%). Interessante il raffronto proposto con le città circostanti: rispetto a Legnano si rileva in modo schiacciante la mancanza di divertimenti (61%), Castellanza conferma invece il suo "mito" di luogo con più verde (29%) e tranquillità (26%). Imbarazzante l’esito del raffronto inverso: cos’ha Busto in più? Niente per il 22%, non sa il 34%, tra le altre risposte, le più svariate, prevale la tranquillità con il 10%, con la cultura a ruota.
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